CONCERTO BENEFICO DI FORTEPIANO

MARCO CADARIO, fortepiano Franz Rausch, Vienna 1825

Martedì 10 OTTOBRE, ore 20.00

MILANO, Chiesa di S. Maria della Pace - Via S. Barnaba 42

 

    
Chiesa di S. Maria della Pace con particolare dell'organo

PROGRAMMA

PRIMA PARTE

Lodovico Giustini
(1685-1743)

Suonata I (Balletto - Corrente - Sarabanda - Giga - Menuet)

 

Wolfgang Amadeus Mozart

(1756-1791)

Fantasia in Re min. K 397

 

Ludwig van Beethoven

(1770-1827)

Sonata Op. 10 n. 2 (Allegro - Allegretto - Presto)

 

Ludwig van Beethoven

(1770-1827)

Sette variazioni su "God Save the king"

 

SECONDA PARTE

 

Jan Ladislav Dussek (1760-1812)

Tableau de la situation de Marie Antoniette Reine de France depuis son emprisonement jusqu au dernier moment de sa vie 

Felix Mendelssohn (1809-1847)

Rondò capriccioso op. 14 

 

Johann Nepomuk Hummel

(1778-1837)

Recollections of Paganini

 

 

 

 

 

 

Le Origini dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, risalgono ai tempi della liberazione di Gerusalemme da parte di Goffredo di Buglione,  capo delle milizie della prima crociata, che nell’ambito dell’ordinamento dato alle Istituzioni religiose militari e civili del territorio appena liberato dalla dominazione musulmana, costituì l’Ordine dei canonici del Santo Sepolcro.

La Costituzione dell'Ordine del Santo Sepolcro , Ordine religioso militare della Chiesa Cattolica , propone due finalità fondamentali : 1. rafforzare nei suoi Membri la pratica della vita cristiana in fedeltà al Sommo Pontefice secondo gli insegnamenti della Chiesa ; 2. rafforzare ed aiutare le opere e le istituzioni della Chiesa Cattolica in Terra Santa, particolarmente quelle del Patriarcato Latino di Gerusalemme .

 

 

LO STRUMENTO 

 

Fortepiano Franz Rausch, Vienna 1825. Dotato di 6 pedali: 1 corda, fagotto, smorzi, 2 moderatori e turcherie (grancassa, campanelli e piatti). Estensione: 6 ottave e ½ (do1 – sol6). Secondo le ricerche sino ad ora condotte questo risulta essere l’unico esemplare conosciuto di fortepiano a coda costruito da Franz Rausch che sia pervenuto ai nostri giorni.

Marco Cadario. Ha iniziato giovanissimo gli studi musicali. Allievo al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, a diciannove anni si è diplomato in pianoforte nella classe del M° Alberto Colombo. Ha seguito Corsi e Seminari Internazionali di Perfezionamento pianistico tenuti dal M° Vincenzo Balzani, dalla Prof.ssa Shuku Iwasaki, dal M° Aldo Ciccolini e dal M° Vladimir Ashkenazy.

Ha frequentato il corso di specializzazione in “Fortepiano e pianoforte romantico” presso la prestigiosa Accademia Pianistica Internazionale di Imola “Incontri col Maestro”, diplomandosi nel 2006 sotto la guida del M° Stefano Fiuzzi.

Dal 2001 ha ottenuto un notevole successo personale esibendosi in duo con il Soprano Barbara Frittoli, con il Primo Clarinetto Solista dell'Orchestra della Scala Fabrizio Meloni, con il Primo Trombone dell' Orchestra del Teatro 
La Fenice Massimo La Rosa, con la Tuba Solista della Sydney Symphony Orchestra Steve Rosse e con il Trombettista Gabriele Cassone con il quale ha inciso un CD, commissionato dal “Gruppo Pirelli”, di musiche dell’ 800 eseguite con strumenti originali dell’ epoca. Ha inoltre inciso per “Dad Records” un CD  dedicato a Bottesini, in duo con Ermanno Ferrari , primo contrabbasso dell’ “Orchestra Radio Svizzera Italiana”.

Nell'anno 2000 ha ricevuto una borsa di studio dell' “Oberlin College Conservatory of Music” (Ohio  USA), divenendo inoltre assistente per più stagioni ai corsi di perfezionamento "Oberlin at Casalmaggiore", al fianco del M° Mario delli Ponti. Attualmente si sta perfezionando con il M° Sergio Perticaroli. Dall '86 al '98, ha partecipato a diverse rassegne e concorsi pianistici nazionali ed internazionali, conseguendo numerosi primi.

Pianista di grande sensibilità e temperamento, si è esibito in numerosi concerti in Italia, Francia, Ungheria, Germania, Austria, Svizzera e Slovenia. Fra i luoghi più prestigiosi citiamo l'Ambasciata Italiana di Oslo, la Konzerthause di Friburgo, l’ Arsenal di Metz, il Conservatorio Boito di Parma, il Teatro Puccini di Merano, la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, la Sala del Buonumore presso il Conservatorio Cherubini di Firenze ed il Conservatorio di Palermo.

Di lui la critica ha scritto: “tecnica di una brillantezza notevole” a cui si unisce la “maturità del suo stile pianistico” (Tölzer Kurier-Germania), “qualità sonora di un Beethoven eseguito con uno spirito che sottolinea il suo temperamento mediterraneo” (Le Républicain Lorrain-Francia), “l'alto pathos emotivo trasmesso attraverso i sottili contrasti dinamici, le superbe fluttuazioni di tempo ed un uso competente del pedale.” (Los Angeles Times-USA).

http://www.classicaonline.com/artisti/mcadario/

Il recupero del fortepiano e la sua presenza nella vita musicale contemporanea