CORO SAN GIOVANNI BATTISTA

L'ORGANO FRANZETTI

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DESCRIZIONE TECNICA

L’organo è situato in cantoria lignea, sopra l’ingresso della chiesa, cui si accede attraverso una scala laterale presso la porta. Si presenta racchiuso in una cassa “a muro” verniciata con tinta a smalto chiara e col fronte suddiviso in 5 specchiature con arco a tutto tondo. Il prospetto presenta tre ordini inferiori con 36 canne di stagno ( 12 + 12 + 12 con al centro quelle maggiori, relative al Principale 8’ del Grand’Organo, di cui è presente la maggiore (do1) e le successive ), la cui base si situa a circa mt. 1,75 dal pavimento, e due ordini superiori a circa 3 metri con 14 canne nell’ordine del 4’ ciascuno ( organetti morti ).  Le canne hanno bocche allineate, profilo piatto e labbro superiore a mitria.

La cassa è arricchita con lesene di gusto neoclassico.

Fuori cassa, ai lati, sono collocati i mantici, a cuneo, e le pompe di caricamento per azione manuale.

La profondità della cassa è di circa mt. 1.90.

Costruito nel 1849 da Giovanni Franzetti e Figli, Organari in Intra, lo strumento ha la tipologia classica degli Organi Lombardi dell’Epoca, con trasmissioni meccaniche, somieri a vento ecc.

La consolle, collocata “a finestra” nel basamento, è composta da due tastiere di 61 tasti ricoperte di osso (i diatonici) ed ebano (i cromatici), con un’estensione virtuale da Do1 a Do6, poiché nella tastiera inferiore, relativa al II organo (espressivo), le note reali iniziano al Do2, mentre nella prima ottava si ha solo il richiamo meccanico della successiva.

Mentre la tastiera inferiore (per l’Organo espressivo) è fulcrata circa nel mezzo con l’attacco delle trasmissioni all’estremità posteriore, quella superiore, per l’Organo Principale, è fulcrata all’estremità posteriore, avendo l’attacco delle trasmissioni circa nel messo del tasto (meccanica “sospesa”).
Il formato dei tasti è del tipo normalmente usato in quei tempi anche nei Pianoforti, unica eccezione: la sagoma dei cromatici si stringe molto alla sommità, in modo singolare e diverso dagli standards storici.

La pedaliera è del tipo “a leggio”, con 17 pedali sonori + un 18° azionante l’accessorio “terza mano”. Le note dei registri propri alla pedaliera sono 12, ritornellando al 2° do.

Vi sono 4 pedalini per altrettanti accessori:

  • richiamo Flauto traverso soprani

  • richiamo registri ad ancia

  •  (vuoto)

  •  (vuoto)

Tre “pedaloni” formati da altrettante stanghe servono:

  • (a sinistra) azionamento del “Ripieno” per l’Organo espressivo

  • (a destra) azionamento di “Ripieno” per Grand’Organo

  • (a destra) azionamento della Combinazione Libera per Grand’Organo

    Non esiste l’unione delle tastiere.

Il comando dei registri è a manette, disposte verticalmente ai lati della consolle, sporgenti dal basamento e con movimento orizzontale. A sinistra sono quelle per l’Organo Espressivo (o Organo “Eco”), a destra, su due colonne, quelle relative all’Organo Principale (o “Grand’Organo).

Ecco l’elenco dei registri secondo i cartigli presenti sotto ogni manetta:

 Grand’Organo – a destra-  

Colonna interna = registri da concerto Colonna esterna = registri di Ripieno
Flauto Traversiere
Cornetto I
Cornetto II
(vuoto, anonimo)
Trombe soprani
Clarone bassi               (4’)
Corno Inglese            (16’)
Viola bassi                  (4’)
Flauto in VIII        soprani
Ottavino                soprani
Voce Umana
(vuoto, anonimo)
(vuoto, anonimo)
Corni, nei pedali        (8’)
(vuoto, anonimo)
Terza mano
(vuoto, anonimo)
Principale 8’ I bassi
Principale 8’ I soprani
Principale 8’ II bassi
Principale 8’ II soprani
Ottava bassi
Ottava soprani
XV bassi
XV soprani
XIX
33°+36°  (in realtà 22°+26°)
29°          (in realtà 29°+33°)
36°          (in realtà 36°+40°)
Ripieno nei pedali
Principale 16’ nei soprani (G.Org.)
Contrabasi e Rinforzi (al ped)
Bassi d’Armonia (8’) (ai pedali)
Ottava ai pedali (4’)

Organo Eco a sinistra, in colonna unica:

Principale bassi (8’)
Principale soprani
Ottava bassi
Ottava soprani
XV
XIX
XXII
26°+29°
Flauto Traverso
Arpone bassi
Violoncello soprani

All’interno, al centro, è collocato il somiere maggiore, “a vento”, impostato a circa mt. 1.70 dal pavimento. Tale somiere è costruito in noce con armature in ottone. Le chiusure sono realizzate con paratie bloccate tramite l’uso di farfalle imperniate al centro. Il crivello è realizzato in cartone.

Intorno ad esso, a pochi cm. d’altezza sul pavimento, sono i somieri per le canne più gravi (Contrabbassi, Bombarde ecc.). Questi ultimi sono del tipo a “ventilabri”, con vento continuo oppure con valvola per l’apertura del vento comandata dal registro.

Sopra al somiere maggiore, in posizione leggermente arretrata, ad un’altezza dal pavimento di circa mt. 3.50, è collocato il somiere dell’Organo “Eco” che riproduce le caratteristiche costruttive di quello maestro.

La manticeria è composta da tre elementi “a cuneo” con le seguenti dimensioni: lunghezza mt. 2.10, larghezza mt 0,88. Un altro mantice “a cuneo”, di dimensioni più ridotte, è situato all’interno dell’Organo con funzione di compensazione.

Un gruppo di tre pompe con elementi a cuneo verticali, azionabili a manovella, è posto esternamente alla cassa; tale dispositivo permette il caricamento manuale del vento dei mantici. Esiste anche, in parallelo alle pompe, un elettroventilatore con valvola di livello. Tale accessorio è ovviamente di applicazione successiva alla costruzione originale.

Sulla cassa sono ancora visibili i fori di uscita delle corde che servivano in origine all’ azionamento della manticeria.

Le trasmissioni, integralmente meccaniche, sono realizzate secondo la prassi storica Lombarda: sono composte da tiranti di ferro o di legno con terminali in filo di ferro, squadre di ferro e legno, dadi di cuoio e legno per la regolazione delle lunghezze dei tiranti. Catenacciature in tondino di ferro forgiato sono applicate a supporti di legno con avvolgimento in filo d’ottone (“strangoli”).

Da rilevare l’assenza del dispositivo di unione delle tastiere, mentre la tastiera relativa al grand’Organo è costantemente unita alla pedaliera.

Il canneggio è composto da unità in legno abete tinto con colore a base di terra (per le canne più grandi), la maggioranza è costituita da canne metalliche in lega di stagno/piombo, perlopiù ad alto titolo di piombo, eccetto che per il prospetto dove il titolo della lega è di circa 80% di stagno e 20% di piombo.

Gli spessori delle pareti nelle canne metalliche sono alquanto bassi, favorendo così ammaccature e accasciamenti.

Alcuni sostegni e parti dei registri ad ancia sono in lamiera stagnata.

 

M° Marco Cadario
diplomato in pianoforte presso il Conservatorio G. Verdi di Milano
diplomato in Fortepiano e Pianoforte romantico presso la prestigiosa Accademia di Imola
concertista ed apprezzato esecutore su strumenti storici a tastiera