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L’Organo
è suonante (o meglio emette alcuni suoni), ma presenta gravi
difetti: extrasuoni, stonature, scordature, irregolarità di
suono e di risposta nelle trasmissioni.
Le
tastiere si presentano con forti irregolarità
nell’allineamento orizzontale e nel parallelismo assiale dei
tasti e con grande gioco tra i tasti stessi che provoca
sovente accavallamenti o blocchi dei medesimi.
Vi
sono diverse canne mancanti e trasformazioni perlopiù
riduttive avvenute nel corso dell’esistenza dello strumento.
L’età
ha esaurito in generale le parti in pelle: in particolare si
evidenziano spaccature nelle guarnizioni della manticeria e
dei somieri, con perdite del vento tali per cui, durante
l’uso, si deve frequentemente ricorrere all’uso della
manovella in aggiunta a quello del motore.
Buona
parte dei legni sono attaccati fortemente dai parassiti: in
particolare si presentano rovinati i tasti cromatici, i
somieri, le canne in legno, la pedaliera (consumata, anche,
dall’uso).
Forti
e repentine variazioni idrometriche hanno causato fessurazioni
e spaccature nei mantici, nei somieri e canne di legno.
Gli
elementi di metallo sono molto ossidati e contorti da
interventi di manutenzione veloci ed approssimativi.
Queste
osservazioni di massima sullo stato di conservazione
dell’Organo “Franzetti” non ne diminuiscono il pregio
consistente sia nella cospicua struttura, superiore alla
media, sia nella buona qualità dei materiali e della
lavorazione. Anche l’impronta stilistica è attraente,
essendo schietta e genuina espressione dell’Organaria
Lombarda del XIX secolo.
Gianni
Ezio Cadario
Direttore
del Coro San Giovanni Battista di Caravate
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