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Rita
Cadario
(1950-2007)
"Vivere
nei cuori che lasciamo dietro di noi non è morire..."
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E'
da più di vent'anni che il Coro "San Giovanni
battista" si ritrova il lunedì sera nella sua sede per
le prove e da sempre, ogni lunedì sera, Rita accoglieva tutti
sulla porta con il sorriso sulle labbra.
Poi spariva di là, a preparare le fotocopie degli ultimi
canti da imparare ed emergeva solo quando tutto era pronto.
Si metteva al suo posto e, senza staccare gli occhi dal
direttore suo fratello, guidava i contralti con sicurezza
anche nei passaggi più complicati, accompagnando il ritmo con
le movenze del corpo, tanto era la sua totale
partecipazione.
Poi toccava ai soprani, e lei ne approfittava per portare
avanti il suo "lavoro di segretaria": altre
fotocopie da riordinare, copie da fare... Non se ne stava mai
ferma!
Arrivava il momento del concerto di Natale. Toccava a lei
tenere i contatti con l'esterno, toccava a lei presentare. le
chiedevamo se avesse preparato ciò che doveva dire, ma lei ci
sorrideva e diceva, sdrammatizzando, che "due cose"
le avrebbe dette comunque. Riusciva a trovare un filo
conduttore in ciascuno dei pezzi scelti e sapeva mettere in
risalto l'aspetto religioso che sottendevano, anche quando
magari non era poi così evidente. Prendeva in mano il
microfono e, con sicurezza, presentava via via il programma a
braccio, senza dimenticare di ringraziare nessuno.
Un giorno, quasi per gioco, qualcuno le pose questa domanda: "Se
avessi la bacchetta magica, cosa faresti?" Ciò che
disse stupì tutti, perché era facile dare una risposta
"buonista" e parlare di "pace nel mondo" o
di cose simili. Disse: "Vorrei vedere restaurato
l'antico organo della chiesa di Caravate".
La lingua parla dell'abbondanza del cuore.
E il suo cuore era lì, tra gli spartiti del suo Coro, luogo
in cui si sentiva a casa e non solo perché vicino aveva il
fratello, il direttore, Ezio Cadario, e l'amato nipote, il
Maestro Marco Cadario, ma perché la musica, soprattutto la
musica sacra, era nel suo Dna.
Quando la sua prematura scomparsa ci lasciò davvero
disorientati, tutti noi cantori tememmo che la nostra
esperienza canora non avesse più futuro. Come si faceva a
cantare quando quel posto rimaneva vuoto? Con che voglia ci
saremmo messi a provare e riprovare canti vecchi e nuovi per
un concerto che non sarebbe mai più stato una festa?
Ma poi suo fratello a settembre ci comunicò la decisione
presa: Rita non avrebbe mai voluto che il Coro si
sciogliesse.
Se ci fossimo fermati avremmo tradito la sua memoria.
Dovevamo andare avanti anche per lei.
Dovevamo cantare anche per lei.
E così abbiamo fatto. Con groppo in gola, ma l'abbiamo fatto.
Non è più la stessa cosa non vederla lì, davanti a noi, sorridente,
con lo spartito in mano, ma la sentiamo vicina e siamo certi in cuor nostro che da Lassù avrà sicuramente un posto in prima fila
tra gli angeli (contralti) che cantano incessantemente le lodi a Dio.
Il Coro San Giovanni Battista
Cara
Rita, sei volata via così,
senza che ci rendessimo conto di cosa stava per succederti...
Non ci sei stata più...E’ triste rassegnarsi ed abituarsi ad un vuoto così grande
che non si potrà mai colmare.
Eri sostenitrice di tante iniziative per il paese ma
soprattutto ti entusiasmava il coro.
Le prove di canto non sono più le stesse: il tuo posto vuoto ci rattrista.
Dacci la forza di continuare! E' difficilissimo! Eri troppo
importante per tutti noi. Il tuo entusiasmo era così intenso
che riuscivi a trascinare tutti, anche quando i problemi e le
discussioni creavano dissapori, tu li risolvevi e riportavi
tutto all'ordine sistemando ogni situazione.
Abbiamo ripreso a cantare ma è difficile senza di te!
Siamo tutti "bloccati" nel canto, una morsa ci
trattiene il respiro.
Stiamo provando a continuare, aiutaci con il tuo sostegno:
questo pensiero mi accompagna spesso mentre sono alle prove di
canto.
Sei stata una delle "colonne portanti" del coro e
cosa non hai fatto insieme ai nostri Maestri per poter
iniziare la sospirata ristrutturazione dell'organo (domande e
permessi). Ci sei riuscita ed eri così raggiante che ora,
ripensando alla tua forza, non posso rinunciare al
canto.
Sarai sempre nel nostro ricordo.
Claudia
Penso a te, dolce
Rita, e quante cose mi vengono in mente:
la semplicità dei tuoi gesti, il tuo impegno in molte attività,
il tuo occhio attento ai problemi delle persone,
la positività del tuo sguardo che rasserena e mette a proprio agio.Per
tanti sei stata un'amica prima che un'insegnante.
Sto scrivendo di te, ciò nonostante mi ritrovo a meditare
sull'universo di bene che ci circonda e agisce in silenzio
perso nella quotidianità.
Un mondo di persone comuni, che passano, lasciano una scia
fatta d'affetti, premure e piccole cose.
Quante ne abbiamo incontrate lungo il nostro cammino.
Sono piccoli angeli, le abbiamo notate?
L'altro giorno, con questi pensieri nella testa, sono venuta a
trovarti e ho guardato la tua bella foto. Il tuo splendido
sorriso mi ha colpita e in quel momento ti ho chiesto:
"Perché sei andata via?" Ma come si può pretendere
una risposta ad una simile domanda? Tu eri là e continuavi a
sorridere. Poi attraverso io respiro del vento, hai
sussurrato:
“Io ci sono ancora, sono nei tuoi ricordi.
Basterà che tu pensi a me ed io sarà al tuo fianco,
ti saluterò con la brezza del mattino,
parlerò attraverso la voce del tuo cuore
e canterò e gioirò per mezzo della musica."
Musica
che vola libera nell'aria,
parla la mia stessa lingua e non mi abbandona.
Musica che nasce e cresce con me,
accompagna i miei sogni e mi trasmette emozioni.
Musica che vorrei regnasse in ogni cuore.
Loretta
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