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Strumento musicale cordofono
a pizzico in cui il piano delle corde è perpendicolare rispetto alla
tavola armonica.
E' costituita da cinque parti
principali: colonna con capitello, corpo o cassa di risonanza, cordiera,
mensola e, per l'arpa a pedali, una pedaliera. L'arpa da concerto a pedali
è costituita complessivamente da 1.415 pezzi differenti: è dotata di 47
corde tese tra la cassa di risonanza e la mensola, con un'estensione di 6 ottave e mezza.
Le alterazioni sono prodotte in maniera meccanica attraverso i sette
pedali, uno per ogni nota della scala: il pedale permette il movimento
della corda, che si tende o si allenta modificando l'altezza della nota.
E' uno strumento che troviamo
anche nella musica tradizionale: molte culture e geografie hanno infatti
tra i propri strumenti qualche variante di arpa (ci sono arpe africane,
asiatiche...).
Oltre all'arpa a pedali, oggi
musicisti e compositori utilizzano anche l'arpa celtica (detta in
irlandese clàrsach): il successo dell'arpa
nel XX secolo è infatti andato di pari passo con un crescente interesse
per la cultura celtica e la sua musica. Questo tipo di arpa è più
piccola rispetto a quella classica e per ottenere i semitoni non ha pedali
ma chiavi. Le corde, anticamente metalliche, oggi posso essere anche in
nylon o carbonio.
STORIA
L'arpa è uno dei più
antichi strumenti in uso ancora oggi. Sono state rinvenute prove della sua
esistenza in Mesopotamia già nel III millennio a.C. ed è noto che fosse
utilizzata anche dagli antichi egizi. Anche la Bibbia fa riferimento ad
uno strumento suonato dal re David, il kinnor, considerato simile
all'arpa.
I modelli primitivi non
avevano colonne: il primo esemplare di arpa con colonna comparve in Siria
nel IX secolo a.C. per poi diffondersi in Grecia, dove però non superò a
soppiantare altri strumenti a corde come la cetra o la lira.
Da qui, durante il Medioevo,
si mosse alla conquista dell'Europa: nel V secolo l'arpa giunse in Irlanda
e si affermò come uno dei più importanti strumenti della cultura
celtica. L'arpa celtica, diversamente dagli altri modelli europei,
aveva corde in metallo anzichè in budello ed aveva da 29 a 32 corde.
Malgrado le innovazioni formali (casse di risonanza più grandi, collo
incurvato) l'arpa era uno strumento diatonico (conosciuta con il
nome di "arpa gotica"), con tutte le limitazioni
espressive che ciò comportava.
Il Rinascimento rese
accessibile ai musicisti un'arpa cromatica a doppio registro (27 o
29 corde diatoniche + 15 o 18 cromatiche), che fu utilizzata per la prima
volta da Monteverdi nell'Orfeo e successivamente da Haendel. Il successo
di questo strumento fu limitato dalla diffusione del clavicembalo prima e
del fortepiano poi.
Nel XVIII secolo l'arpa si
riaffermò con vigore grazie ad una significativa evoluzione che permise
di ampliare il registro sonoro e di svolgere ruolo di solista: era nata l'arpa
a piroli. Il notevole aumento di opere musicali composte appositamente
per arpa (tra i compositori più famosi Mozart, Boieldieu, Spohr),
soprattutto in Francia e Germania, portarono ad un ulteriore cambiamento:
nacque così l'arpa a pedali moderna, ad opera di Sébastien Érard.
ASCOLTI
Nino
Rota, Romeo and Juliet
Fortepiano e Arpa:
Nadermann, variazioni su un tema di Mozart (Video)
APPROFONDIMENTI
http://www.museoscienza.org
http://www.harmoniae.com/strumenti_arpa.cfm
http://it.wikipedia.org/wiki/Arpa_(strumento)
Educazione
musicale: l'arpa
Sull'arpa
gotica
Piccola guida per imparare a
suonare l'arpa
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