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Strumento a fiato ad ancia semplice e tubo di legno,
prevalentemente ebano (che gli conferisce il caratteristico colore nero), a forma cilindrica con campana terminale.
Sul clarinetto sono presenti
ventiquattro fori di dimensioni differenti: sette vengono chiusi dalle dita, gli altri vengono chiusi
dai cuscinetti azionati dalle diciassette o diciotto chiavi (a seconda del
modello) o dagli anelli. Il clarinetto è diviso in cinque parti unite ad incastro con guarnizioni in
sughero.
Partendo dall'alto c'è il bocchino, corredato di ancia
e legatura, che serve a produrre le vibrazioni sonore. Segue il barilotto
che fa risuonare le vibrazioni. Poi c'è la parte centrale costituita dal
corpo superiore e quello inferiore, su cui ci sono i
fori, le chiavi e gli anelli. Lo strumento
termina con la campana che dà ulteriore risonanza ai suoni.
Il
clarinetto possiede un timbro dolce, è uno strumento capace di notevoli
agilità, particolarmente nell’esecuzione di scale e arpeggi e possiede
inoltre una notevole possibilità di escursione dinamica.
Grazie alle doti espressive e
tecniche, il clarinetto è presente, altre che nella musica classica, in
altri generi musicali come il jazz e la musica popolare.
Le
taglie
Esistono diversi tipi di
clarinetti, differenti per intonazione, che formano una vera e propria
famiglia.
La
taglia più diffusa del clarinetto è il soprano in Si bemolle, che
ha un’estensione di circa tre ottave e mezzo: la nota più grave è il
re sotto il do centrale. Le altre taglie sono quelle di piccolo in La
bemolle (noto come sestino), piccolo in Mi bemolle (quartino),
soprano in La (un semitono sotto quello in si bemolle), di soprano
in Mi bemolle (una quarta più acuto), contralto in Fa
(noto come corno di bassetto), contralto in Mi bemolle, di
basso (un’ottava più grave del soprano in si bemolle) e di contrabbasso
(un’ottava sotto il basso).
STORIA
L'origine
del clarinetto è molto antica: già gli egizi
usavano una sorta di antenato dello strumento attuale costituito da un
tubo cilindrico di canna al quale nella parte superiore veniva praticata
un'incisione dalla quale si ricavava un'ancia battente. Normalmente era
formato da una coppia di canne (clarinetto doppio) e un suo
"parente" può essere considerata la launedda sarda. Sullo
stesso principio si basa anche lo chalumeau, il predecessore del
clarinetto, costituito da un tubo cilindrico di canna alla cui parte
superiore c'era un'incisione fatta per ricavare l'ancia.
Il costruttore di fiati
tedesco Johann
Christoph Denner, intorno al 1690, conferì allo chalumeau la forma
di oboe, con canne di legno curvate da un lato e tagliate in diversi
segmenti, con una campana distinta e due chiavi. Pur essendo questo
strumento un vero e proprio clarinetto, non se ne trova menzione con
questo nome prima del 1732, quando appare nel "Musicalishes
Lexicon" di J. G. Walther nel quale si dice: "Sentito a
distanza, esso suona piuttosto come una tromba" il che spiega il nome
clarinetto o anche clarino, che si richiama al nome di una tromba e non é
appropriato per lo strumento moderno.
Dopo
il 1840 furono sviluppati due nuovi e complessi sistemi di chiavi e
diteggiatura: il sistema Boehm, utilizzato in molti paesi e brevettato nel
1844 dal costruttore francese Auguste Buffet, che adattò il sistema
inventato per il flauto dal costruttore tedesco Theobald Boehm; e il
sistema del costruttore belga Eugène Albert sviluppato intorno al 1860 e
meno diffuso del precedente.
I
clarinetti furono introdotti in orchestra a partire dal 1780. Fra le prime
composizioni che prevedono partiture per clarinetto possiamo ricordare una
ouverture per due clarinetti e corno (c. 1742) di George Friederich Händel
e il concerto per clarinetto (1791) di Wolfgang Amadeus Mozart. In
orchestra lo strumento non assunse ruoli solistici di particolare rilievo
fino alla metà del XIX secolo, se si escludono alcune pagine di Schubert
(nell’Incompiuta) e di Weber (nel Franco cacciatore). Con Brahms e
Cajkovskij il clarinetto raggiunse maggiore importanza in ambito
orchestrale. Nel corso del XX secolo compositori come Bartók e Ravel
hanno frequentemente utilizzato il clarinetto a causa della sua notevole
estensione e della straordinaria agilità nei passaggi solistici, e anche
come strumento di raddoppio di altri strumenti soprani.
ASCOLTI
W. A.
Mozart, Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra KV 622,
3°
tempo
rondò
allegro
Filarmonica della Scala, solista Fabrizio Meloni, Riccardo Muti
direttore
Astor
Piazzolla, Oblivion
Clarinetto Fabrizio Meloni, pianoforte Phillip Moll
Claude
Debussy, Première Rhapsodie
L.Zimmitti - Clarinetto, C.Cappuccio - Pianoforte
APPROFONDIMENTI
http://it.wikipedia.org/wiki/Clarinetto
International Clarinet
Association
http://www.clarinetmania.com/
EncoreMusic
for clarinet
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