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Clavicordo italiano, XVI-XVII
secolo
(Museum of Fine Arts, Boston)
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Clavichordo,
1796
Johann Christoph Schiedmayer, German (Museum of Fine Arts, Boston)
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strumento a tastiera,
unico rappresentante importante degli strumenti a corde percosse
presenti nel Rinascimento. Per il suo principio di funzionamento può essere
considerato il precursore del pianoforte.
E'
costituito da una cassa
armonica rettangolare, di limitate dimensioni, all'interno della quale
sono tese le corde. Il suono si ottiene percuotendo le corde con lamine di
ottone (tangenti) azionate dai tasti.
A differenza di quanto avviene nel
clavicembalo, l'intensità del suono può essere regolata dalla pressione
esercitata dalle dita sui tasti ed è possibile ottenere effetti
particolari come il vibrato.
Il clavicordo può essere
legato (una corda serve per produrre due o tre note diverse, a intervallo
di semitono) o libero (una corda produce una sola nota). I clavicordi
legati sono più piccoli e hanno un’estensione ridotta rispetto a quelli
liberi.
STORIA
L'origine del Clavicordo
risale al tardo Medioevo. Pare quasi certo che esso discenda dal
monocordo, antico strumento pitagorico.
Il più antico esemplare di clavicordo è
conservato nel Museo Strumentale di Lipsia e venne realizzato da Domenico
da Pesaro nel 1543.
Il suono di questo strumento è molto
delicato e lo rendeva adatto per esecuzioni cameristiche, in ambienti
piccoli e raccolti.
ASCOLTI
J. S. Bach “Variazioni
Goldberg, Aria”
Willian Horn
su Clavicordo libero Silbermann di sua produzione
APPROFONDIMENTI
http://www.sectioaurea.com/scuola/mono_clavicordo.htm
Il Clavicordo e
la sua tecnica
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