Corno inglese


 

 
 

L'mmediato antecedete: l'oboe da caccia. XVIII sec.
Museum of Fine Arts, Boston

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Strumento aerofono di legno ad ancia doppia e canna conica che termina in una campana piriforme. E' frutto dell'evoluzione dell'oboe, cui assomiglia per il timbro, ma è di dimensioni maggiori e produce suoni di una quinta più bassi.

L'etimologia del nome ha suscitato molte controversie tra gli esperti, al punto che ancora oggi non si sa con certezza quale sia la sua origine. Secondo l'ipotesi più accreditata. lo strumento deve probabilmente il suo nome all'espressione francese corne d'angle o cor anglé, quindi "angolato", per l'angolo che presentava al centro della canna, successivamente tradotta erroneamente "inglese" ("anglais", dalla pronuncia analoga ad "anglé").

Il corno inglese è uno strumento difficile da suonare (seppure meno dell'oboe), per la capacità di "fiato" richiesta e per la difficoltà di mantenere una corretta imboccatura. 

 

STORIA

Nato intorno alla metà del 1700 come modificazione dell'oboe da caccia, il corno inglese aveva in origine una forma ricurva ad ampio raggio per permettere all’esecutore di agire con le dita della mano destra sui fori situati all’estremità inferiore e che, date le dimensioni dello strumento, sarebbero stati irraggiungibili con una conformazione perfettamente diritta. 

Questa forma era però costosa e difficile da ottenere. Solo verso la fine dell’800 lo strumento assunse la forma attuale: nel 1839 che Henry Brod brevettò il primo modello a corpo dritto, nel quale il problema della maneggevolezza fu risolto adottando un prolungamento metallico dell’imboccatura, di forma ricurva e chiamato "esse", sul quale si innesta l’ancia. 

Lo strumento moderno presenta la caratteristica forma sferica della campana, che contribuisce a renderne la sonorità più piena e meno penetrante.

Ampiamente utilizzato dai compositori precedenti a Bach, è solo con Rossini, che lo impiegò nell'ouverture del Guglielmo Tell, che il corno inglese assume il ruolo di strumento solista, grazie alla sua voce melanconica che lo rende particolarmente adatto per lenti lunghi assoli di natura pastorale. In tempi più recenti Berlioz lo ha impiegato nell'overture del Le carneval romain, Wagner nel Tristano e Isotta e Dvořák nella sinfonia Dal nuovo mondo.

ASCOLTI

Il suono del Corno inglese

APPROFONDIMENTI

 http://www.mathcs.duq.edu/~iben/oboeng.htm

 http://www.music.vt.edu/musicdictionary/texte/Englishhorn.html
 http://www.si.umich.edu/chico/instrument/pages/enghrn_gnrl.html

 

 

 



 



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