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Fortepiano Bartolomeo Cristofori
Firenze, 1720
(new York, Metropolitan Museum of Art)
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Il Fortepiano Walter di
Mozart
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- Fortepiano CONRAD
GRAF
- Vienna, 1820 circa
(A.B.C. Firenze)
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Fortepiano verticale
J.Broadwood - London 1825
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Fortepiano detto
"di Rossini"
(BMCM, Bologna)
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L'attuale definizione di
fortepiano indica il
pianoforte antico, chiamato a suo tempo indifferentemente fortepiano o
pianoforte, e definisce strumenti apparentemente simili ma in realtà
differenti non solo per i periodo storico in cui sono stati realizzati ma
anche per importanti caratteristiche tecniche.
L'epoca d'oro di questo strumento abbraccia il periodo che va dal 1780 al
1835.
Disponibile in due varianti, a coda o a tavolo,
il fortepiano è costruito interamente in legno, senza rinforzi metallici;
le corde sono percosse da martelletti rivestiti di pelle.
L'estensione era
inizialmente di quattro ottave, che aumentarono fino a sei.
E' sovente munito di pedali o ginocchiere in numero variabile che mutano
il timbro del suono prodotto.
STORIA
Il
primo e più importante fra i costruttori fu il fiorentino Bartolomeo
Cristofori, chiamato alla corte dei Medici nel 1690 con l'incarico di
liutaio, accordatore, costruttore di strumenti e cembalista.
Tra il 1698 ed il 1700 egli presentò il suo nuovo strumento, chiamato
“gravicembalo con il piano e forte” o “cembalo a martelli” il cui
principio innovativo consisteva nell’applicazione di una martelliera ad
una struttura di clavicembalo. Quest'operazione aveva una particolare
ragione d'essere: negli strumenti a tastiera, la corda pizzicata da un
meccanismo rispondeva sempre con la stessa intensità di suono mentre la
riuscita sperimentazione dell'inserimento della nuova meccanica nella
preesistente cassa del clavicembalo permetteva di agire sul tasto con più
o meno forza per poter ottenere l'effetto rispettivamente di forte e di
piano.
A
seguito della diffusione dalla notizia della realizzazione di Cristofori,
si svilupparono una moltitudine di progetti per la costruzione di
strumenti similari come quelli di Jaen Marius a Parigi e di Christoph Schröter
a Dresda, progetti che non vennero mai realizzati a causa della mancanza
di appoggi e di finanziamenti.
Migliore fu la sorte di Gottfried Silbermann, enormemente apprezzato da
Federico II di Prussia e ottenne in tal
modo i mezzi sufficienti per perfezionare il suo strumento, che,
presentato a Bach nel 1747, ottenne un giudizio positivo (dopo un primo
rifiuto nel 1726 a causa dell'esiguità del suono negli acuti e della
pesantezza della meccanica). L'iniziativa artistico-imprenditoriale di
Silbermann trovò valido continuatore nell'illustre allievo Stein, che si
dedicò all'ulteriore perfezionamento della meccanica (detta
"viennese"): il fortepiano raggiunse così quella penetrante
sonorità che conquisterà il genio di W. A. Mozart.
Gli anni che seguirono il 1760 videro una grande fioritura di costruttori
e poichè non esisteva uno standard costruttivo la fantasia degli
artigiani non conobbe limiti. Nacquero infatti il fortepiano ellittico, di
forma ovale, il piano-lira, verticale e con forma dell'antico strumento e
il piano-giraffa; si idearono gli effetti speciali, il fagotto, le
cosiddette turcherie, campanelli, cimbali e tamburi inseriti con un numero
di pedali che poteva arrivare fino a sei.
Il massimo splendore del fortepiano è legato a Vienna: tra il 1770 e il
1830 la sua diffusione, favorita da Giuseppe II, fu garantita dalla nuova
borghesia, che si dedicava all'hausmusik, cioè alla riproduzione in casa
di quella musica che difficilmente poteva ascoltare all'opera.
Accanto al successo viennese, il fortepiano visse una parallela evoluzione
nel resto d'Europa ed in particolare in Inghilterra, ove la produzione fu
avviata dal costruttore Zumpe. Egli propose la tipologia a tavolo,
ottenuta sostituendo la meccanica ai clavicordi e produsse, insieme a
Broadwood, un
grandissimo numero di "square pianos".
Il
1821 rappresenta il punto di arrivo del fortepiano: le nuove esigenze
sonore nate con l'irrompere sulla scena musicale delle istanze compositive
dei romantici Chopin e List richiesero volumi sonori più possenti (anche
a causa delle sale da concerto sempre più ampie), un livello
virtuosistico più compesso, meccaniche sempre più resistenti e
scattanti: il fortepiano non poteva più soddisfare tali esigenze. Con
l’ applicazione del telaio in ghisa il fortepiano in senso stretto cessa
di esistere per lasciare strada al pianoforte che, fatto salvo per poche
migliorie apportate durante il secolo XIX, assomiglia in tutto e per tutto
agli strumenti odierni
ASCOLTI
Johann
Christian Bach, Sonata Op.17 Nr. 2, 3° movimento: Prestissimo
(Marco Cadario, Fortepiano Johann Schantz 1800)
Johann Nepomuk
Hummel, Recollections of Paganini (M.Cadario, Fortepiano Schott 1830 ca.)
APPROFONDIMENTI
Il
recupero del fortepiano e la sua presenza nella vita musicale
contemporanea
Accademia
Bartolomeo Cristofori
Convegno
internazionale "la cultura del Fortepiano"
Early
Piano - Fortepiano Information site
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