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INCONTRI IN TERRA DI SIENA: INTERVISTATO IL GRANDE PAQUITO D'RIVERA Intervista
Penso
sarà un’esperienza bellissima; l’Italia è un paese musicale con
molti differenti linguaggi e tradizioni. Suono per la prima volta in
Toscana, e spero non sia l’ultima! Lei
ha trascorso metà della sua vita a Cuba, dove è nato, e l’altra metà
in America: quale è il suo sentimento per la madre patria? Spero
ardentemente che dopo cinquanta anni della stessa dittatura il mio paese
possa essere libero. Un giorno Cuba sarà libera. In
questo concerto lei suonerà con il Duo Synchronicity anche due
trascrizioni: una prima europea di Bernstein e una prima mondiale di Stravinsky.
E’ questo il suo interesse musicale principale? Il
Duo Synchronicity sta facendo un grandissimo lavoro di trascrizione per clarinetto di brani
celebri. Nel concerto degli Incontri in terra di Siena ce ne saranno
molti. Questo mi piace molto, così come suonare jazz. La mia vita è
fatta per suonare la musica in tutte le sue forme. Ha
altri progetti musicali in Ita Mi
piacerebbe tornare presto. In particolare vorrei suonare in duo con un
clarinettista che non conosco di persona ma stimo molto, Gabriele
Mirabassi. Magari potrei suonare con lui proprio qui in Toscana! Ci sono solo due tipi di musica, quella buona e quella cattiva” diceva il grande Duke Ellington, tentando di sfuggire alle inutili divisioni che così spesso vengono applicate ai generi musicali. Ma per essere realistici, pochi sono i musicisti da ambe-due i lati che sono preparati tecnicamente e idiomaticamente ad attraversare i confini tra i mondi della musica classica e del jazz. Uno di questi è senza dubbio Paquito d’Rivera. (...)
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