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DIANA DAMRAU:
COLORATURAS. Arie di Gounod, Verdi, R. Strauss, Rossini, Stravinsky,
Puccini, Donizetti, Thomas, Bernstein. Muencher
Rundfunkorchester, Dan Ettinger. 1
cd VIRGIN 51931322 Interpretazione: ****
Diana
Damrau, così, iniziò ad interpretare quei ruoli che, nel tardo
Ottocento, sino all’avvento della Callas, erano definiti gli usignoli
canori, alla qual scuola appartenevano, ad esempio, Adelina Patti, Toti
Dal Monte e, poi, Roberta Peters. La
novità, tanto per la Damrau, come per chi l’aveva preceduta, una su
tutte la grande Natalie Dessay, il discorso è particolare, giacché,
proprio dopo la lezione callasiana, il soprano di coloratura non emette
semplici note belle come un usignolo, ma da espressione alla stessa
tecnica, così come avveniva nel primo Ottocento, durante l’epoca del
Belcanto (che, ricordiamo, è un ben preciso momento storico musicale),
quando Rossini affermava che suddetta coloratura deve essere espressiva. In
altre parole, la Damrau, come le sue colleghe succedutesi dagli anni
Sessanta del Novecento fino ad oggi, sposa alla tecnica delle coloratura,
maggiore spessore vocale, più corposità, tono, ricchezza e varietà
d’armonici. Doti che troviamo, puntualmente, in questo splendido disco
che presenta il banco di prova di tutti i soprani leggeri. Dal
valzer di Jiuliette di Gounod, all’Oscar verdiano, dalla Linda
donizettiana alla Zerbinetta di Richard Struss, la Damrau presenta una
carrellata di personaggi che della voce fanno seduzione. Proprio
questo programma presenta gli stessi cavalli di battaglia della Dessay,
pertanto non inopportuno è un paragone fra le artiste: entrambe
eccezionali quanto a tecnica, più bella e corposa la voce della Damrau,
rispetto alla collega francese che, dal canto suo, però, meglio rifinisce
certi accenti d’aristocratico fraseggio. Ad
ogni modo, il disco è ottimo, perché ci permette di ascoltare
un’artista completa, soprano da porre come esempio per le giovani
cantanti che siano all’inizio della carriera, avendo quale ruolo vocale
quello del lirico leggero. Il cd è, poi, ammirevole anche per l’ottima interpretazione di Dan Ettinger alla guida dell’Orchestra della Radio di Monaco, attento alle svariate sfumature ed alle ricchissime tavolozze di colori soprattutto in Gounod, Strauss, Stravinsly e Bernstein. Bruno
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