DIANA DAMRAU: COLORATURAS.

Arie di Gounod, Verdi, R. Strauss, Rossini, Stravinsky, Puccini, Donizetti, Thomas, Bernstein.

Muencher Rundfunkorchester, Dan Ettinger.

1 cd VIRGIN 51931322

Interpretazione: ****

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Sebbene avesse alle spalle già una più che buona carriera, durante la quale era stata notata la sua bravura e la perizia tecnica, oltre che un ottimo timbro di voce, Diana Damrau salì alla ribalta internazionale, quando Riccardo Muti la chiamò per interpretare l’Europa riconosciuta di Salieri, nel dicembre 2004 alla Scala. L’anno successivo, sotto la bacchetta di Kornsten, fu splendida Susanna nelle Nozze mozartiane, rivelando “in toto” le qualità della voce: soprano lirico di coloratura, con netta propensione per il secondo termine.

Diana Damrau, così, iniziò ad interpretare quei ruoli che, nel tardo Ottocento, sino all’avvento della Callas, erano definiti gli usignoli canori, alla qual scuola appartenevano, ad esempio, Adelina Patti, Toti Dal Monte e, poi, Roberta Peters.

La novità, tanto per la Damrau, come per chi l’aveva preceduta, una su tutte la grande Natalie Dessay, il discorso è particolare, giacché, proprio dopo la lezione callasiana, il soprano di coloratura non emette semplici note belle come un usignolo, ma da espressione alla stessa tecnica, così come avveniva nel primo Ottocento, durante l’epoca del Belcanto (che, ricordiamo, è un ben preciso momento storico musicale), quando Rossini affermava che suddetta coloratura deve essere espressiva.

In altre parole, la Damrau, come le sue colleghe succedutesi dagli anni Sessanta del Novecento fino ad oggi, sposa alla tecnica delle coloratura, maggiore spessore vocale, più corposità, tono, ricchezza e varietà d’armonici. Doti che troviamo, puntualmente, in questo splendido disco che presenta il banco di prova di tutti i soprani leggeri.

Dal valzer di Jiuliette di Gounod, all’Oscar verdiano, dalla Linda donizettiana alla Zerbinetta di Richard Struss, la Damrau presenta una carrellata di personaggi che della voce fanno seduzione.

Proprio questo programma presenta gli stessi cavalli di battaglia della Dessay, pertanto non inopportuno è un paragone fra le artiste: entrambe eccezionali quanto a tecnica, più bella e corposa la voce della Damrau, rispetto alla collega francese che, dal canto suo, però, meglio rifinisce certi accenti d’aristocratico fraseggio.

Ad ogni modo, il disco è ottimo, perché ci permette di ascoltare un’artista completa, soprano da porre come esempio per le giovani cantanti che siano all’inizio della carriera, avendo quale ruolo vocale quello del lirico leggero.

Il cd è, poi, ammirevole anche per l’ottima interpretazione di Dan Ettinger alla guida dell’Orchestra della Radio di Monaco, attento alle svariate sfumature ed alle ricchissime tavolozze di colori soprattutto in Gounod, Strauss, Stravinsly e Bernstein.

Bruno Belli.

                                                                                    

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