ANDREA LUCHESI

Piano sonatas & Rondò. Roberto Plano.

1 Cd CONCERTO 2069

Interpretazione: ****

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La casa discografica CONCERTO si segnala per l’originale scelta del repertorio e per la qualità di incisione. Prediligendo interpreti ed autori che gravitino attorno alla cultura musicale italiana, per proposte inconsuete, ma di gradevolissimo approccio, nell’ambito di una tradizione europea della musica, pubblica ora questo interessante cd dove Roberto Plano, pianista varesino classe 1978, propone alcune sonate ed un paio di rondò d’Andrea Luchesi, compositore italiano attivo a Bonn nella seconda metà del settecento, figura dimenticata ed oggi, grazie agli studi del compianto Giorgio Taboga, riemersa dal silenzio nell’ambito della “portata” sulla nascita della sinfonia classica viennese.

Proprio Luchesi diventa pietra di paragone per quel repertorio negletto, più per elementi storici esterni che per il valore artistico, repertorio che attesta le numerose influenze e gli innumerevoli scambi musicali che occorrevano nella seconda metà del XVIII secolo.

Plano presenta pagine edite dalla “Armelin” di Padova con un inedito, la Sonata in re maggiore (track 12) offerta al pianista da Luca Guglielmi. Produzione eterogenea, per la verità, che fa supporre due differenti periodi di creazione di queste pagine, per la maggior parte, senz’altro create negli “anni italiani” di Luchesi, prima del viaggio definitivo, verso la fine del 1771 a Bonn, dove morirà nel 1801 (era nato a Motta di Livenza nel 1741).

Sono le sonate in un unico movimento, tipiche della produzione per tastiera della scuola napoletana e veneziana perfezionate da Domenico Scarlatti e dal Galuppi che Luchesi certamente aveva frequentato nella Serenissima.

Le sonate in tempo lento preannunciano già lo stile tardo settecentesco, alla cui epoca, per stile, mancando reali elementi storici, mi sembra appartenere la sonata in do maggiore che apre il cd, in tre movimenti, il cui andante è una bellissima pagina caratterizzata dal “basso albertino” che regge alcuni eccezionali cantabili che Plano, tra l’altro, cesella al bulino con chiaroscuri e “mezzevoci” splendide, quasi debitrici al melodramma, di cui, per altro, Luchesi fu egregio rappresentate (si pensi all’“Ademira”, di recente posta in scena). Pagina, nell’insieme, affatto vicina, per struttura e per concezione, alle celeberrima Sonata in do maggiore K. 545 di Mozart (del 1788), con il sintetico “allegro finale” che chiude con spirito una composizione di sicuro impatto.

Molto convincente e brillante l’interpretazione che Plano conferisce a queste pagine, alcune molto interessanti ed originali – ad esempio la sonata in re maggiore (track 6) – accanto ad altre più convenzionali, ma create con mano esperta e sicura. Equilibrio e gusto caratterizzano la proposta di Plano, che, pur servendosi dell’uso del pedale, calibra le sonorità con perizia ed eccellenza nel rispetto del “volume” del suono, mai soverchio ed ostentato.

Menzione doverosa va fatta all’ingegnere del suono Raffaele Cacciola che ha ripreso la registrazione con limpidezza e spaziosità esemplari nella loro naturalezza.

Bruno Belli.

 

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