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LAVA. Opera aria from XVIII century
Napoli. SIMONE KERMES. Le Musiche
Nove. Claudio Osele. 1 cd DEUTSHCE
HARMONIA MUNDI 8869754121 Interpretazione: *****
Si
tratta proprio della Napoli del Settecento, che vide fiorire, con i suoi
tre principali Conservatori, una delle scuole italiane musicali più
importanti del secolo, assieme a quella Veneziana e Romana, senza poi
dimenticare il ruolo della contemporanea Milano che, grazie ai Sammartini,
forse potrebbe essere la patria della sinfonia classica che Haydn
perfezionò fino a renderla modello squisitamente “viennese”. Quella
Napoli che, esportando alcuni compositori all’estero, in Francia diede
il la ai massimi sciovinisti tra i Parigini per accendere quella nota querelle
che vide contrapporre la scuola della melodia italiana a quella della
prosodia francese, dopo le rappresentazioni de La
serva Padrona di Pergolesi. Rousseau ne rimase affascinato, tanto che
si sarebbe recato in Italia ad ascoltare le opere nella loro sede natale,
oltre che a comporre quel Le devine
du village che scopertamente a Pergolesi s’ispira. Bene
ha fatto Claudio Osele stendendo le preziose note alla presente
registrazione a citare questo passo di Rousseau dal “Dictionnaire de
Musique”: “Corri, vola a Napoli
ad ascoltare i capolavori di Leo, Durante, Jommelli, Pergolesi. Se i tuoi
occhi si colmeranno di lacrime, se sentirai il cuore palpitare, se
trasalirai, se un peso ti soffocherà nel tuo trasporto, allora prendi il
Metastasio e mettiti al lavoro”. In
queste frasi, Rousseau sintetizza il florilegio della Scuola Napoletana,
riassumendo nella librettistica di Metastasio un’intera epoca che,
presente lo stesso poeta a Vienna quale maestro d’Italiano dei figli di
Maria Teresa e poeta cesareo, disseminerà di pregevoli semi l’intera
Europa. Tale florilegio è qui mirabilmente rappresentato dalla scelta
d’arie tratte da opere – per lo più pagine inedite – proprio di
Pergolesi, Porpora (che ebbe la soddisfazione di insegnare al giovane
Haydn), Vinci ed Hasse che, giunto nel 1722 a Napoli quale ultimo allievo
di Scarlatti, fu l’esempio dei musicisti stranieri scesi a studiare
privatamente in Italia. Arie
di grande qualità; certamente pagine che presentano categorie di pensiero
(la gioia, il dolore, la rabbia, sovente espresse con termini di paragone
tratti dalla natura o dagli “umani affetti”) mutuate dalla scelta di
Metastasio che al pensiero Aristotelico non solo s’ispira, ma si adegua
in completa e calzante sintonia: si ascoltano con vivo piacere per la
perizia dei versi, per la bellezza della musica, per la sapienza della
tecnica di questi compositori. Questa
bellezza ideale che, in parte e in diversa forma, sarà ancora perseguita
da Rossini, è felicemente resa dalla perfezione del gruppo “Le Musiche
Nove”, diretto da Claudio Osele con precisione e con fantasia. Simone
Kermes è splendido soprano dal timbro molto luminoso e bello,
dall’eccezionale legato che è semplicemente splendido nei passi
d’agilità, nel controllo del fiato che rende l’emissione morbida e
pastosa, adattandosi con somma eleganza all’espressività che queste
pagine possiedono se lette con misurato e signorile approccio. Ti è piaciuta questa pagina? Hai trovato notizie interessanti?
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