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Ascanio OPERA IN 5 ATTI DI Louis Gallet dal dramma Benvenuto Cellini di Paul Meurice. Prima rappresentazione: Opéra, Parigi, 21 marzo 1890 Direttore: Augusto Vianesi. Interpreti: Jean-Louis Lasalle, Èmile Cossiza, Paul-Henry Plançon, Eugène Bataille, Jean Martapoura, Crépeaux, Gallois, Tequi, Ada Adini, Emma Eames, Rosa Bosman, Nastorg Personaggi
La vicenda si svolge a Parigi e Fontainebleau nel 1539 (deviazione dalla realtà storica, che vuole Cellini in Francia solo nel 1540). Atto primo - Benvenuto Cellini è giunto a Parigi su invito del re Francesco I, seguito da Ascanio, suo aiutante prediletto, e dalla sua donna Jeanne, detta Scozzone. Ascanio ama riamato Colombe, figlia del balivo di Parigi, d’Estourville. Anche il maestro, tuttavia, nutre per la giovane un interesse amoroso che non riesce a nascondere, suscitando la gelosia di Scozzone, La duchessa d'Étampes, favorita del re, si è invaghita di Ascanio e gli fa pervenire un anonimo invito a un appuntamento amoroso. Scozzone confidente della duchessa, confessa a Cellini di temere perla vita di Ascanio, qualora il sovrano scoprisse in lui un rivale. Francesco I, che ha commissionato a Cellini una statua aurea di Giove, fa visita all’artista e gli concede di trasferire il proprio laboratorio al Grand Nesle, palazzo parigino, perchè la fusione possa aver luogo in locali più spaziosi. Il palazzo e però occupato dal signore d'Estourville, che si rifiuta di cederlo. La duchessa d’Ètampes giunge mascherata al palazzo per incontrare Ascanio, ma Cellini la riconosce e gli intima di rinunciare all’amore del giovane. La duchessa medita vendetta. I garzoni del maestro danno l’assalto al Grand Nesle e se ne impadroniscono con la forza.
Atto secondo - Scozzone ha intuito che Cellini sì è invaghito di Colombe e sfoga la propria gelosia in faccia all’amato. Anche Ascanio scopre con sgomento l’amore del maestro, ravvisando le fattezze di Colombe in una statua di Ebe che Cellini ha appena realizzato. L’artista riceve frattanto due notizie che lo fanno infuriare: la duchessa d’Étampes intende combinare le nozze tra Colombe e il conte d’Orbec. mentre Francesco I, evidentemente istigato dalla favorita, lo ha bandito dalla sua presenza.
Atto terzo - a Fontainebleau la duchessa d’Étampes ringrazia Francesco I di averle dato soddisfazione e cerca invano di convincerlo a imprigionare l’imperatore Carlo V, giunto a corte in visita ufficiale. Ascanio si presenta in privato alla duchessa d’Étampes, col pretesto di consegnarle un giglio in diamanti da lei commissionato, e le confessa il proprio amore per Colombe, nella speranza di trovare un’alleata. La duchessa, che per un momento ha creduto di essere lei la donna amata dal giovane, riesce a stento a dissimulare la propria collera. Approfittando della protezione trovata presso Carlo V, Cellini osa presentarsi al cospetto di Francesco I e riesce a riacquistare il favore regale con la promessa di finire di lì a tre giorni la statua di Giove. L'artista spera così di essere ricompensato con la mano di Colombe, ma la duchessa lo previene, ottenendo dal re che Colombe e d’Orbec si sposino l’indomani. In onore di Carlo V viene inscenata una pantomima danzante d’argomento mitologico.
Atto quarto - invidioso della predilezione accordata dal maestro ad Ascanio, il garzone Pagolo svela a Scozzone e alla duchessa d’Étampes il progetto architettato da Cellini per rapire Colombe. nasconderla in un reliquiario destinato alle orsoline di Parigi e farla portare al convento, nell’attesa di finire la statua per Francesco I. La duchessa medita una contromossa: quando il reliquiario sarà uscito dal laboratorio ella ordinerà ai suoi uomini di portarlo al Louvre col pretesto di farlo vedere al re prima della consegna alle Orsoline. Colombe non potrà sopravvivere a lungo chiusa nella cassa. La riluttante Scozzone viene convinta a unirsi al disegno delittuoso. Partita la duchessa, Scozzone si incontra con Cellini e gli rivela che Colombe e Ascanio si amano. L’artista ne ha poco dopo la conferma spiando un colloquio tra i due giovani. Decide dunque di rinunciare al proprio desiderio e favorire la loro unione. Piena di ammirazione per l’uomo che ama, Scozzone medita a sua volta di sacrificarsi e di sostituirsi a Colombe dentro il reliquiario, al fine di sventare il progetto della duchessa d’Étampes. Alla testa di un manipolo di armati, giunge d ‘Orbec sulle tracce di Colombe, la cui scomparsa è già stata denunciata. Scozzone e Colombe fanno in tempo a nascondersi e poco dopo lasciano il palazzo, una nel reliquiario, l'altra coperta da una pesante cappa. Cellini rivolge un cenno di intesa a colei che crede essere Scozzone.
Atto quinto - il reliquiario è stato portato al Louvre per ordine della duchessa. La nobildonna solleva il coperchio nell'oscurità per accertarsi che vi sia contenuto un cadavere. In una grande sala illuminata a giorno viene condotta la statua di Giove appena ultimata. Francesco I domanda a Cellini quale ricompensa desideri e questi chiede l'assenso alle nozze tra Ascanio e Colombe. Quest'ultima fa il suo ingresso nella sala accompagnata da un'Orsolina. Sconvolta, la duchessa d' Étampes invita Cellini a guardate dentro il reliquiario, L'artista vi scopre con orrore il cadavere di Scozzone. © Classicaonline 2003 - Tutti i diritti riservati
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