ARENA SFERISTERIO DI MACERATA: LA STORIA

Inaugurata il 5 settembre 1829, inizialmente era destinata al gioco della palla a bracciale

Lo Sferisterio di Macerata rappresenta una delle opere più significative del tardo Neoclassicismo europeo. All’inizio del XIX secolo alcuni maceratesi benestanti (un’iscrizione sul fronte dell’edificio ricorda la loro generosità) decisero di regalare alla città una struttura permanente per il gioco del pallone col bracciale, disciplina molto praticata in quegli anni a livello professionale e dilettantistico. Le Marche avevano un autentico fuoriclasse, il conte Carlo Didimi, a cui Giacomo Leopardi dedicò, nel 1821, la canzone A un vincitore nel pallone.

Il consorzio dei benestanti locali si autotassò per finanziare l’impresa e nel maggio 1819, la Congregazione Pallonaria lanciò il bando di concorso e affidò all’Accademia Clementina di Bologna e all’Accademia Romana di San Luca il compito di scegliere il progetto architettonico migliore. L’edificazione dello Sferisterio fu controversa. Iniziata il 2 ottobre 1820 sui disegni di Salvatore Innocenzi, fu subito sospesa per tre anni. Nel 1823 l’incarico venne affidato al giovane architetto Ireneo Aleandri da San Severino, il quale progettò all’interno di uno spazio imponente (90 metri per 35) un muro d’appoggio alto 18 metri, dove far battere la palla, un’esedra a gradoni per il pubblico contornata da due ordini di palchi (104) e due sezioni terminali per ingressi, atri, foyer, scale e servizi.

L’inaugurazione avvenne il 5 settembre 1829, con l’esibizione del poeta “aerostiere” Francesco Orlandi, che si alzò in volo con la sua mongolfiera. Lo Sferisterio di Macerata si differenzia da altri che furono eretti nello stesso periodo in alcune città italiane (Bologna, Pisa, Roma), in genere di pianta semiellittica. Ireneo Aleandri scartò tale forma, come pure quella retta (avrebbero danneggiato il gioco e la visuale), optando per una tipologia composita, adatta alle caratteristiche di tutte le attività ginnastiche della prima metà dell’800.

All’inizio del Novecento, la Società Cittadina di Pubblici Divertimenti rimise a nuovo la struttura, occupata e riconsegnata in condizioni pietose dall’esercito che la utilizzò fino al termine della prima guerra mondiale. Con i lavori di sistemazione e di restauro, l’impianto fu adattato all’allestimento di spettacoli lirici. Tre grandi archi, aperti nel muro di fondo, diedero l’avvio a una nuova epoca, trasformando lo stadio in un grande teatro all’aperto dotato di un enorme palcoscenico.

La prima opera portata in scena, grazie al finanziamento del conte Pieralberto Conti, fu Aida, rappresentazione proposta anche in questa stagione. Era l’anno 1921. A Macerata accorsero novemila persone, provenienti da tutta Italia. L’anno seguente, il successo si ripetè con la messa in scena di La Gioconda di Amilcare Ponchielli, poi un lungo silenzio interrotto soltanto nel 1927, quando il grande tenore recanatese Beniamino Gigli tenne un concerto per i mutilati e gli invalidi della Grande Guerra.

Dal 1967, la lirica ritornò stabilmente allo Sferisterio per volere dell’Amministrazione comunale. La direzione artistica venne affidata a Carlo Peducci che propose Otello, con il grande Mario Del Monaco sotto la regia del figlio Gian Carlo, e Madama Butterfly. Nel 1968 toccò a Carmen e Tosca, mentre l’anno successivo si passò a tre titoli: Aida, Cavalleria rusticana e La forza del destino.

Nelle quarantadue stagioni liriche si sono alternati spettacoli e artisti prestigiosi, da Luciano Pavarotti a Placido Domingo, da Montserrat Caballé a Rayna Kabaivanska, da Ken Russel a Pier Luigi Pizzi passando per Josef Svoboda.

Più recentemente, nel 1992, è nata l’Associazione Arena Sferisterio che ha dato l’avvio alla nuova stagione di MacerataOpera. Il nuovo direttore artistico, il salisburghese Gustav Kuhn, allievo di Herbert von Karajan, ha portato con sé idee di rinnovamento, deciso a svecchiare il modo di proporre il melodramma. Questo lavoro di rinnovamento viene portato avanti dal nuovo sovrintendente Claudio Orazi, che si propone di qualificare lo Sferisterio come culla del teatro in musica. Memorabile una Traviata (1992) dello scenografo Josef Svoboda, riflessa in un gigantesco specchio semovente, Premio Abbiati della critica musicale italiana. Questa onorificenza va a MacerataOpera anche nel 1996 per Turandot e nel 2001 per Il volo di Lindbergh e I sette peccati capitali di Bertolt Brecht e Kurt Weill, tutti allestiti dal regista e scenografo argentino Hugo De Ana, che ha debuttato allo Sferisterio con uno splendido Sansone e Dalila.

Nel 2004 la direzione artistica è passata al soprano Katia Ricciarelli che ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico con Le contes d’Hoffmann (regia scene e costumi di Pier Luigi Pizzi) e Francesca da Rimini (regia, scene e costumi di Massimo Gasparron, un giovane artista emergente). Il cartellone del 2005 ha offerto Don Carlo, Andrea Chénier e Tosca, con il ritorno del grande direttore Gustav Kuhn, di un maestro delle scene come Pier Luigi Pizzi e con l’esordio maceratese del giovane regista Antonio Latella.

Dal 2006, Pier Luigi Pizzi è il nuovo direttore artistico dello “Sferisterio Opera Festival”.

LA STAGIONE LIRICA 2006
Die Zauberflöte
, Aida e Turandot e quattro opere al Lauro Rossi. MacerataOpera diventa Festival.

Il tema del viaggio dominerà la 42° stagione lirica dello Sferisterio,"viaggio attraverso l'esotismo e la favola, ma soprattutto viaggio iniziatico"nelle parole del direttore artistico Pier Luigi Pizzi.  

La caratteristica principale degli spettacoli che prenderanno il via il 28 luglio è quella di essere racchiusi in un Festival: tre prime messe in scena in tre giorni consecutivi per consentire agli amanti della lirica di restare anche solo pochi giorni a Macerata e godere di tutti gli spettacoli.

Si comincia il 28 luglio con Die Zauberflöte (Il Flauto Magico) di Wolfgang Amadeus Mozart, un omaggio ai 250 anni dalla nascita del compositore austriaco, con regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi. Ma prima, alle 18, va in scena il primo appuntamento con la terza novità della stagione: uno dei quattro spettacoli previsti al teatro Lauro Rossi, Thamos, König in Ägypten. Il 29 è il turno di Aida di Giuseppe Verdi, diretto da Stefano Ranzani, al suo debutto a Macerata, mentre in teatro è in programma Magnificat, un recital su testi poetici di Alda Merini con voce recitante di Valentina Cortese. Chiude il ciclo un doppio appuntamento con la Turandot, il 30 luglio. Alle 18 al Lauro Rossi va in scena l’opera di Ferruccio Busoni in concerto, mentre in serata, sempre alle 21, è la volta della Turandot di Giacomo Puccini, con regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi. Il cartellone teatrale del Lauro Rossi si chiude il 5 agosto con il concerto Invitation au voyage, mentre quello dell’Arena termina il 13 agosto.

Ultima novità di quest’anno è l’orario di inizio: non più alle 21.30, ma alle 21. Un anticipo voluto dal direttore artistico Pizzi e dettato dalla bellezza monumentale dello Sferisterio, “Lavorandoci dentro ho visto quanto fascino abbia il passaggio che c’è dal giorno alla notte. E’ giusto che anche gli spettatori possano godere di questo meraviglioso spettacolo”.

http://www.sferisterio.it

 

Il cartellone

 

 

 

LA STAGIONE LIRICA 2007
Il tema del potere legherà le tre opere in programma: Macbeth, Maria Stuarda e Norma

“Il gioco dei potenti”. Macbeth, Maria Stuarda e Norma sono le opere in programma legate da questo tema conduttore che caratterizzerà la stagione lirica 2007, la 43ma, dello Sferisterio di Macerata. Il progetto per il 2007 è molto ambizioso – ha affermato Pizzi – so di aver compilato un programma non ovvio, non facile”. Secondo il direttore artistico c’era bisogno di dare una prospettiva futura alla stagione in corso, per far capire che gli sforzi non sono limitati solo al 2006, ma che l’impegno va avanti. La nuova stagione, presentata a una settimana dall’inizio di quella del 2006, ha la caratteristica di coinvolgere il territorio provinciale e di aver allacciato rapporti e alleanze con importanti istituzioni teatrali italiane, come la fondazione Arena di Verona e la fondazione Teatro dell’Opera di Roma.

L’apertura dello Sferisterio Opera Festival 2007 spetterà al Macbeth di Giuseppe Verdi, una rappresentazione fatta in collaborazione con l’Arena di Verona, grazie all’accordo sancito con il sovrintendente della fondazione scaligera, il maceratese Claudio Orazi. “Un’opera di grande forza drammatica – ha commentato Pizzi – sempre attuale e da scoprire ogni volta. E poi, Verdi è l’autore più amato e rappresentato nelle varie stagioni liriche”. Dopo Macbeth, che andrà in scena il 27 luglio, toccherà il giorno dopo a Maria Stuarda di Gaetano Donizetti. “Saranno serate di grande edonismo lirico – ha commentato Pizzi – con questa opera dedicata al bel canto, per chiudere poi con Norma di Vincenzo Bellini, legata all’idea dell’anfiteatro di Urbisaglia e al bosco di querce”.  Le tre rappresentazioni che verranno messe in scena dal 27 luglio al 12 agosto all’Arena Sferisterio saranno affiancate da altri due appuntamenti: Riccardo III, un balletto di Marco Tutino fatto in collaborazione con “Civitanova Danza”, ma in una versione pensata per il palco dello Sferisterio e Saul, opera di Flavio Testi, mai rappresentata, che verrà messa in scena al teatro Lauro Rossi. Questa produzione avverrà in collaborazione con la fondazione Teatro dell’Opera di Roma, che lo proporrà al suo pubblico nella stagione 2008.

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