STORIA DEGLI STRUMENTI MUSICALI

1. L'ARPA

di Laura Sacchiero  

L'arpa è uno dei più antichi strumenti in uso ancora oggi. Sono state rinvenute prove della sua esistenza in Mesopotamia già nel III millennio a.C. ed è noto che fosse utilizzata anche dagli antichi egizi.  Le antiche arpe sumere, conosciute come zaggal presentavano ricchi ornamenti, avevano forme e dimensioni molto diverse ed erano costruite con la cassa di risonanza e il braccio delle corde uniti ad angolo (arpa angolare) oppure con il telaio arcuato; le corde, di fibra vegetale o crine, venivano fissate a un diaframma.

L’esemplare più antico a noi pervenuto è stato datato circa al 2700 a.C. e proviene da Ur -l'odierno Iraq. Fu trovato da sir Leonard Woolley, archeologo inglese considerato uno dei primi archeologi moderni.

Arpa sumera Arpa egizia  (1250 a.c.)

Questo tipo di arpa penetrò probabilmente in Egitto agli inizi nel III millennio, ma già molto prima le raffigurazioni egizie attestavano l’esistenza di arpe a sei o otto corde.  Durante l’epoca delle dinastie dell’Alto Egitto e fino al IX secolo a.C., l’arpa fu uno strumento importante per la società egiziana. I modelli di marcato carattere mesopotamico, che il musicista suonava stando seduto, furono gradatamente sostituiti da esemplari di maggiori dimensioni che potevano raggiungere l’altezza di un uomo e andavano suonati in piedi. Il suono dell'arpa accompagnò le cerimonie pubbliche e religiose e la raffigurazione pittorica dello strumento è presente in tutta l'arte funeraria.

I modelli primitivi non avevano colonne e ciò non consentiva di tendere molto le corde per rendere il suono più tenue. Il primo esemplare di arpa con colonna comparve in Siria nel IX secolo a.C. per poi diffondersi in Grecia, dove però non superò a soppiantare altri strumenti a corde come la cetra o la lira. L'arpa divenne un importante strumento di culto religioso anche presso la civiltà ebraica, così come è narrato nelle Sacre Scritture.

Tradizionalmente si attribuisce ai greci il merito di aver introdotto l’arpa in Europa, ma attualmente appare più fondata la tesi di una progressiva diffusione dello strumento attraverso i paesi nordici. Non esiste al contrario confusione per quanto riguarda la sua destinazione principale una volta raggiunto il continente europeo: nel V secolo l’arpa penetrò in Irlanda e si affermò come uno dei più importanti strumenti della cultura celtica.

Alla fine del Medioevo esistevano in Europa due modelli distinti di arpa: la gotica e l'irlandese.

L'arpa gotica è descritta da diversi trattatisti della prima metà del XVI sec., tra cui Virdung (1511), Agricola (1559) e Glareano (1547). La forma di questo strumento è quella tipica a triangolo, che - con modifiche non sostanziali - è la stessa in uso odiernamente: i tre lati del triangolo sono formati dalla cassa armonica, a cui sono fissate le corde, che appoggia sul petto e sulla spalla del suonatore; dalla mensola, con la tipica forma ondulata, da cui fuoriescono i piroli mediante i quali si intonano le corde; e dalla colonna, che può essere dritta o leggermente arcuata verso l'esterno per meglio sostenere la tensione delle corde. Queste ultime sono di budello e vengono intonate diatonicamente: il loro numero può variare da 54 a 56, partendo da Fa1 fino ad arrivare a La3 o Do4.

L’arpa irlandese, di utilizzo prevalentemente popolare, si differenziava da quella gotica in primo luogo perché montava corde di ottone o di acciaio al posto di quelle di budello, secondariamente per l'intonazione di queste, che poteva anche comprendere dei semitoni cromatici. Quest’arpa veniva suonata pizzicando le corde dall’alto verso il basso con unghie lunghe o plettri ricurvi e la sua importanza fu tale da trasformarla in strumento nazionale.

Un esemplare di arpa irlandese, 
John Egan, Dublino, 1820.

Arpa gotica

Durante il Medioevo trovatori, trovieri e minnesanger solevano narrare gesta leggendarie e amorose accompagnandosi con l’arpa. Lo strumento era molto apprezzato in ambienti colti e aristocratici, in cui si usava esibire i propri suonatori di arpa.

Il Rinascimento portò con sé due tipi di arpe diverse: l’arpa diatonica, dotata di 25 o 27 corde e l'arpa cromatica a doppio registro (27 o 29 corde diatoniche + 15 o 18 cromatiche), che fu utilizzata per la prima volta da Monteverdi nell'Orfeo (1607) e successivamente da Haendel nell’oratorio Saul e nell’opera Giulio Cesare. Le possibilità di questo modello la trasformarono, soprattutto alla fine del XVI secolo, in una degna rivale degli strumenti a tastiera, ma il successo dell’arpa fu effimero e limitato dalla diffusione del clavicembalo prima e del fortepiano poi.  

Arpa diatonica
Collezione Museo dell'arpa Victor Salvi

Arpa tripla gallese, XX secolo
Collezione Museo dell'arpa Victor Salvi
Arpa a pedali con movimento semplice. Parigi, Naderman, 1770
Collezione Museo dell'arpa Victor Salvi

Nel XVIII secolo l'arpa si riaffermò con vigore grazie ad una significativa evoluzione che permise di ampliare il registro sonoro e di svolgere ruolo di solista: era nata l'arpa a piroli.
Essa presentava alcuni uncini fissati alla mensola, in grado di aumentare o diminuire di un semitono l’accordatura di ogni corda. Questo modello fu perfezionato da Cousineau, un fabbricante di strumenti musicali al servizio di Maria Antonietta e per il quale Mozart compose, a soli 22 anni, nel 1788, il Concerto per flauto e arpa.

Il notevole aumento di opere musicali composte appositamente per arpa (tra i compositori più famosi Mozart, Gossec, Boieldieu, Spohr), soprattutto in Francia e Germania, portarono ad un ulteriore cambiamento: nacque così l'arpa a pedali moderna, inventata da Jacob Hochbruckner nel 1720 ma perfezionata quasi un secolo dopo da Sébastien Érard. Nel 1811 egli mise a punto un modello di arpa munito di 7 pedali, ognuno di esse corrispondenti a una delle 7 note. Azionando questi pedali a doppio movimento, l'esecutore era in grado di alzare o abbassare l'intonazione di ciascuna nota, ed era finalmente possibile suonare in tutte le tonalità ed eseguire le alterazioni. L'accordatura di base dell'arpa era nella tonalità di do bemolle maggiore. Questo sistema, assai pratico, è tuttora in uso.
L'arpa moderna è munita di 47 corde: di nylon nel registro sovracuto, di budello nella zona centrale e di metallo nei bassi. I do sono colorati di rosso, i fa di blu. La musica si legge utilizzando un doppio pentagramma, come nel pianoforte. Le corde si pizzicano con i polpastrelli, quindi le unghie devono essere cortissime; i due mignoli non si usano mai. E' possibile ottenere effetti particolari, come il celebre "glissando", arpeggi, accordi arpeggiati, percussione sulla tavola armonica, suoni armonici, etc.

Arpa Erard, 1816, primo modello della moderna arpa da concerto a doppio scatto di pedali brevettata nel 1811 da Sébastien Erard. Di proprietà dell'arpista Floraleda Sacchi

Arpa a pedali a doppio movimento 
Chicago, Lyon & Healy, 1904
Collezione Museo dell'arpa Victor Salvi

I nomi delle parti principali. 
In totale per la costruzione di un’arpa sono necessari 1.415 pezzi differenti.

Da allora, l’interesse dei compositori per l’arpa in quanto strumento orchestrale ha continuato ad aumentare: autori come Saint-Saens, Fauré, Debussy, Ravel hanno dedicato straordinarie composizioni a questo strumento.

Evolution of Harps
Small soundbox,
thick soundboard
Larger soundbox
2,3 string rows:
chromatic
Levers for semitone sharpening,
thin soundboard

Double-action pedals
gothic_wien
harpI arpa a tre file HarpIII
erard wien
Gothic Harp (C15),Hofburg Museum,
Vienna
Homemade Celtic harp (18 strings) Arpa a tre file (1625),
Museo Civico,
Bologna
Homemade lever harp (36 strings),
copy of George Morley model (London, 1820)
Erard Harp c.1800 (modern concert harp), Hofburg Museum, Vienna

Per approfondimenti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Arpa_(strumento)

http://www.musica-antica.info/strumenti/strumenti_paragrafi/8_1.html

http://www.museoscienza.org/cimeli/galleria_mostre/carta_forbici/prod_art_suono/sito_prod_art_suono/arpa.htm

http://www.harmoniae.com/strumenti_arpa.cfm

http://it.wikipedia.org/wiki/Arpa_celtica

http://www.celticworld.it/sh_wiki.php?act=sh_art&iart=10&im=1

http://www.celticworld.it/sh_wiki.php?act=sh_art&iart=480

 

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