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DAL MEDIOEVO AL
RINASCIMENTO. La musica sacra dopo l’anno Mille:
la nascita della polifonia
Il canto gregoriano era monodico, cioè si svolgeva sempre su una sola linea melodica. Nei monasteri francesi, già a partire dal IX secolo, il canto gregoriano cominciò a trasformarsi: alla melodia originale si iniziò a sovrapporre un’altra linea melodica, normalmente improvvisata, che procedeva parallelamente alla prima. Questa sorta di doppio canto orizzontale venne chiamato “organum”. Era l’inizio di una pratica musicale che nei secoli a venire avrebbe determinato uno sviluppo impensato nel nostro linguaggio musicale: la polifonia. Questo termine indica che più voci si muovono ciascuna secondo una propria linea, creando degli intrecci tra le varie voci spesso molto complessi. La tecnica della polifonia è basata sul contrappunto, l'antica tecnica di scrittura in più parti che si adattano nota contro nota, "punto contro punto" (contra punctum). I più antichi esempi di polifonia scritta pervenutici sono contenuti nel trattato del IX secolo dal titolo “Musica Enchiriadis” nel quale la parte aggiunta vox organalis raddoppiava a distanza costante di un’ottava, di una quarta o di una quinta la melodia gregoriana vox principalis.
Dalle primissime forme di
contrappunto, in cui l’elaborazione del canto piano partiva da un
andamento parallelo per intervalli di ottava, quinta e quarta oppure
obliquo, si passò all’uso del moto contrario, quindi al lento
superamento della scrittura nota contro nota con l’”organum
melismatico”. Secondo questa forma di scrittura, al lento procedere
di rare note lunghe della vox principalis si contrappongono numerose note
nelle altre voci, che si organizzano in modo sempre più complesso fino a
rendere necessario lo sviluppo di una scrittura ritmicamente definita. In
questo modo, utilizzando le figure
musicali si stabilivano con precisione i rapporti di durata tra una nota e
l’altra.
La pratica della polifonia si sviluppò inizialmente nelle scuole delle grandi cattedrali, tra cui ricordiamo quella di Notre-Dame a Parigi, ove furono attivi i musicisti Leonin (o Leoninus) e Perotin (o Perotinus). La scuola di canto della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi Per circa due secoli, la scuola di canto della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi fu il centro più importante per la musica europea. I brani polifonici a due, tre e quattro voci, eccezionali per l’epoca,furono scritti e tramandati in un codice, il Magnus Liber Organi in cui si trovavano composizioni di Leonin e Pérotin, che veniva utilizzato in occasione delle grandi solennità. I canti monodici della tradizione gregoriana venivano composti in questo codice addizionando di ulteriori voci in polifonia al fine di rendere più solenne il canto liturgico. Un altro elemento che adeguava il canto alla solennità del momento era il tempo che doveva essere proporzionatamente lento: quanto più solenne era la festa, tanto piùlento doveva essere il canto. G li
ascoltatori di queste composizioni musicali, eseguite all’interno delle
grandi cattedrali gotiche,immaginavano di udire,attraverso la varietà
degli intervalli delle composizioni polifoniche, l’armonia delle sfere
celesti (la musica mundana dei filosofi), così come immaginavano
di vedere, attraverso le rifrazioni di luce delle vetrate colorate,
l’armonia della luce divina.
Nell’invenzione
della polifonia si intravede il piacere che l’uomo colto del medioevo
incomincia
Ars
antiqua e Ars nova
Ars
antiqua è un termine adottato intorno al 1320 per indicare, in
contrapposizione a quello di Ars nova, l'arte polifonica del
periodo 1230-1320 ca., nel corso di una polemica che vide impegnati, tra
gli altri, Filippo di Vitry come sostenitore dei compositori “moderni”
e Jacopo di Liegi, nello Speculum musicae, come difensore degli
“antichi”, cioè dei compositori attivi nel sec. XIII. Oggi il termine Ars antiqua viene usato da alcuni studiosi in un'accezione cronologicamente più ampia, comprendente i primi sviluppi della polifonia nel sec. XI, la scuola di Notre-Dame con Leoninus e Perotinus e il periodo successivo, fino agli inizi del sec. XIV. Anche l’Ars nova ebbe come centro principale Parigi e si ricollegò per molti aspetti alla tradizione polifonica di Notre-Dame, ma con essa si compì il definitivo distaccamento della polifonia dal servizio liturgico: piuttosto che all’ambiente delle gerarchie ecclesiastiche, il musicista si legò a quello della corte e della nobiltà feudale. Accanto
al mottetto, la forma che ebbe maggior fortuna durante l’Ars
antiqua, divenuto ormai profano, si affermarono nuovi generi come la ballade,
il rondeau, il virerai e il lai, composizioni costituite da un ritornello
ed una o più strofe che si alternano con esso.
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- Alberto
Gallo, La polifonia nel Medioevo, Storia della musica, EDT,
1991
- École Notre Dame, Période
romane, Messe du Jour de Noël, Ensemble Organum - Marcel Pérès,
Harmonia Mundi HMC 90 1148 [CD] |
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