|
|
IL FLAUTO TRAVERSO di
Luca Verzulli TESTIMONIANZETESTIMONIANZE
ITALIANE
Nell'inventario dei beni di
Lorenzo de' Medici (1449-1492), figurano: "Tre zufoli chon
ghiere d'argento in una guaina guarnita d'argento, fiorini 8" e
"Uno giuocho di zufoli grossi in una guaina, fiorini 12".
Nel volume "Banchetti,
composizioni di vivande et apparecchio generale" (Ferrara 1549) di
Cristoforo da Messisburgo c'è la descrizione della cena che il principe
Ercole d'Este imbandì in onore di suo padre Alfonso I duca di Ferrara,
avvenuta nel 1529. Tra le numerose citazioni di gruppi strumentali che
fornivano un intermezzo alla presentazione delle portate si descrive un
gruppo nel quale compare un "flauto alla alemanna": verso
la fine della cena "sonarono quattro flauti alla alemanna". Nel 1530 c'è la
testimonianza della presenza dello strumento presso la Corte Estense a
Ferrara: "Appresso vorrei che mi portassino una cassa o sia coppia di
Flauti alemani si sonano a mezo el flauto, et non in testa, come si
fanno li nostri; ma avvertite de torli buoni et che siano compiti de tutte
le voci che si vanno". Nel 1539 per le nozze di
Cosimo de Medici fu eseguito l'intermedio di Francesco Corteccia "Chi
ne...". Tra gli esecutori "tre monstri marini" che
suonavano "tre traverse". Per le nozze di Cosimo de'Medici
con Eleonora di Toledo fu rappresentata, il 9 luglio 1539, la commedia il
commodo di Antonio Landi. Francesco Corteccia (1502-1571) compose le
musiche per gli intermedi. Nel coro bacchico finale gli strumenti musicali
presenti vennero "mascherati" in questo modo: "Uno otre da
vino che vestiva un Tamburo & una cannella da botte in luogo di
bacchetta da sonarlo, & uno stinco humano secco, dentrovi il zufolo
che l'accompagna." Nel 1544 compare nel
"Dialogo della Musica" di Antonfrancesco Doni Girolamo Parabosco
che illustra gli esecutori per un concerto da lui organizzato. Tra gli
altri cita un "M. Paolo Vergelli col Piffero traverso
eccellente". Inventario del 1544
dell'Accademia Filarmonica di Verona. Figurano in proprietà di Giuseppe
Manuelli: "una trombeta da Canpo, un tambur da Canpo con le sue
bachete, uno altro tambur picholo et duj flauti da tre busi, 4 fifarj
da Canpo et cinque pive ala todescha da cantar." Brescia, 28/01/1546: Vincenzo
Parabosco informa un committente che sei virtuosi polistrumentisti
accettano di entrare in servizio presso il duca di Parma. Essi suonano:
"Primo di trombetta a tute le sorte che si possa sonare trombeta, poj
in musica di tromboni sej, poi in pifari sej, poi in corneti sej, poi in
cornamuse sej, poj di flauti sej, poi di pifari ala alemana sej,
poj de viole da brazo sej..." 1548, Brescia, Archivio
Storico Civico, Provvisioni (1547-8), reg. 539, c. 258r-v.: "Socij
musici et professori in questa arte di tutte queste sorti et maniere di
instromenti, cioè di piffari, di tromboni, cornetti, fiffari all'alemana,
flauti, cornamuse et violinij". Nelle Nozze Medicee del 1548
i flauti traversi (4) vengono usati nel 1° intermedio (con 2
spinette), nel 2° (con 4 voci e 4 viole) e nel 3° (con voci, 2 spinette
e 4 viole). 1548, Nozze tra Enrico II e
Caterina de Medici: nel 1° e 2° intermedio compaiono i "flauti
d'Alamagna", nel 6° dei "flauti traversi". 1559, contratto stipulato a
Venezia fra tre "pifferi del Doge" e due costruttori, tra cui un
"Jacopo da Basan". In esso si elencano gli strumenti costruiti e
i prezzi pattuiti. Per i traversi si legge: "phiffari tenori
de tutti i toni lire Do luno, phifari bassi de tutti i tono L 3
luno". Raccolta di canti
carnascialeschi del 1559: "ciascun ha in sé divisa e contrassegno,
trombe, tamburi, zufoli e bandiere" 1562, Inventario degli
strumenti dell'Accademia Filarmonica di Verona: "Fifari n°5 in
una cassa coperta de corame negro con la sua chiave di laton, et con il
basso in duo pezzi." 1565, Nozze di Francesco
Medici con Giovanna d'Austria, intermedi della commedia "La Cofanara": Firenze 1567, Intermedi e
mascherate, sono riportate una o due traverse. 1568, festa del patrono a
S.Marco a Venezia: suonarono 4 cornetti muti, 2 cornettini, una
"cornamusa", un "fiffero" e tre tromboni. 1569, Inventario degli
strumenti dell'Accademia Filarmonica di Verona: Sempre nel 1569 nei
"Dialoghi...." di Massimo Trojano (Nozze tra Guglielmo VI, Duca
di Baviera e Madama Renata di Lorena) si legge: "Qui suavemente sonò....un
fiffaro..."
1580, Nel Pastor Fido di G.
B. Guarini compare in un verso un "Fifaro all'alamana" Nel 1581
,"Dialogo..." di Vincenzo Galilei, "...dal piffero adunque
derivano tutti gli altri strumenti di fiato, come i flauti dritti prima
forse dei traversi" e più avanti "..furono introdotti in
Italia i flauti dritti da Galli, & dagli Svizzeri i traversi". 1582, Inventario degli
strumenti dell'Accademia Filarmonica di Verona: Nelle Nozze Medicee del 1585
e 1589 si trova il termine di traversa al plurale: 1586, 21 Agosto, in una
lettera di Alessandro Striggio è testimoniata l'esistenza a Firenze di
una scuola in cui ai "putti" abbandonati si insegnava il
cornetto o la traversa. Il 14 Aprile 1589 a Mantova
(ma ci riferisce a strumentisti di Ferrara) vengono trascritti dei
pagamenti: "Ducatoni 10 alli violini, piffari et tamburri di
Ferrara et fu alli 14 detto lire 61-20". 1593, Inventario del conte
veronese Mario Bevilacqua: furono registrati diversi flauti traversi. Nel 1594 il
"Desiderio..." di Hercole Bottrigaro cita "flauti dritti e traversi" Nella sua opera "Il
Dolcimelo"(1600?) Aurelio Virgiliano nomina spesso la "traversa"
tra gli strumenti adatti alle sue ricercate. In una "Battaglia"
per liuto del compositore Santino Garsi (1542-1604), divisa in 9 parti si
trovano le seguenti didascalie: 1607, 1 Settembre: da Mantova
si chiede aiuto a Giovanni Gabrieli per l'acquisto a Venezia di
"traversi", alla quale il musicista risponde che "al
costruttore costano molto fargli ma che difficilmente si vendono". Firenze, 1608, nel 6°
intermedio del "Tempio della Pace" figura "una traversa
suonata da Paolo Grazi del Franciosino" Firenze, tra la fine del XVI
e l'inizio del XVII secolo, nella descrizione della sfilata che precedette
una partita di calcio fiorentino in onore del duca Vincenzo Gonzaga
(1562-1612), marito di Eleonora de'Medici: "Dietro al detto Pallaio
seguitavano quattro trombetti pur vestiti di drappo rosso, e due
tamburini, anch'eglino vestiti di drappo rosso, e due Tedeschi, che
sonavano il zufolo. Seguitava poi il Pallaio de'Gialli col medesimo
ordine di tamburi di trombe, e di zufoli" Nel 1614 viene pubblicato il
trattato "Varii Esercitii..." di Antonio Brunelli. Nella
prefazione compare: "per esercitazion di cornetti, traverse,
flauti, viole, violine...". 1628, Inventario degli
strumenti dell'Accademia Filarmonica di Verona: 1635, "Trattato de'
generi...." di G. B. Doni: l'autore fa riferimento al flauto come a
"traverse d'Alemagna" e "Traversa o flauti d'Alemagna". A Roma Vincenzo Giustiniani
(1564-1637), nel suo "Discorso sopra la musica de' suoi tempi, così
narra: "Il suonare con il Pifero o sia Traversa all'usanza
tedesca, ma con termini di contraponto musicale, e con grazia e
giustezza, non è a notizia di molti in Italia; et in Roma lo soleva
suonare il Sig. Giulio Cesare d'Orvieto, et al presente lo suona anche un
signor principale, che fra le molte virtù et esercitij onorati che
possiede in eccellenza, suona anche di questo stromento con stupore di chi
lo sente." In una composizione poetica
di Gabriello Chiabrera (1552-1638) compare questa citazione: "Se
prendi a spirar musico fiato,/ che del flauto alemanno esca da'
fori,/ Gisgone, oggi non è capo scettrato/ che abbia de' giorni miei
giorni migliori." Nei primi di agosto del 1637,
il Decano e gli staffieri del Cardinale di Savoia organizzarono a Roma una
festa per la nascita del secondo figlio dell'imperatore Ferdinando III
d'Asburgo (1608-1657). Il diciassettenne Pietro di Montefiascone, bello
grasso ("di grossezza così mostruosa") ma con "proporzione
delle membra" e "faccia honesta" , "ignudo posto a
cavallo sopra una botte di buon vino, havendo una panza come un tamburro",
"per tre sere continue fu menato per Roma [come un Bacco] Trionfante
sopra un carro". "Avanti il trionfante Bacco andavano
quattro todeschi, due con tamburri, è due con cifoli che sonavano
e bevevano allegramente". 1 Ottobre 1640, inventario
dei prestiti di strumenti effettuati dalla Corte Medicea: TESTIMONIANZE
IN ALTRE NAZIONI
A Rennes il 13 Dicembre 1491,
alle celebrazioni per il matrimonio di Carlo VIII con Anna di Britannia,
parteciparono anche "deux aultres sonneurs de tabourin et ung sonneur
de fluste, quelx estoint Almans". Jean Marot (c. 1463 - c.
1526) nella sua opera Voyage de Venise (1505), descrive la sfilata
di 100 soldati svizzeri, accompagnati dai loro fifres e tambours:
"Devant
le roy cent suisse marchoient,/ de jaune de rouge aornez et vestus;/ fifres,
tambours adonques bedonnèrent". Una cronaca del 1510 racconta
che il re Enrico VIII amava esercitarsi, tra gli altri strumenti, anche
con il flauto traverso. Per potenziare la cappella di corte chiamò come
strumentisti e costruttori componenti della famiglia veneziana dei Bassano
(costruttori anche di traverse?). Dalla Francia assunse quattro flautisti
(che dovevano suonare anche il cornetto). Nel 1516 nella "musique
de la chambre" di Francesco I compare anche un gruppo di "fifres
et tabourins": molti membri di questo gruppo venivano dalla Germania
e dalla Svizzera. Dopo il 1532 viene citato il nome di Hans Chaaler (che
compare anche con il nome francesizzato di Hance Chaillart) come
appartenente a questo complesso. In un documento del 1532 viene denominato
"joueur de flûte" ma, nei libri dei pagamenti dal 1540
al 1549 compare con la qualifica di "philfre" cioè
"fiffaro" che indicava più specificatamente il flauto militare. Il 7 Giugno 1520 nel famoso
incontro tra Enrico VIII d'Inghilterra e Francesco I di Francia
intervennero ai banchetti "les trompettes & clarons, hautbois, fiffres".
I flauti militari
parteciparono anche alla Messa celebrata il 23 Giugno nel campo sede
dell'incontro tra i due sovrani: "Le Patrem, (fu cantato) par ceulx
de France là ou estoient les corps de sabbutes et fiffres du Roy
avecques les chantres et les faisoit si bon oyr qu'il es impossible de oyr
plus grande melodye". Il poeta tedesco Jörg Graff
era stato in gioventù un lanzichenecco. Divenuto cieco visse come cantore
mendicante. La prima strofa del suo Canto del lanzichenecco,
scritto intorno al 1520, così riporta: "Benedica Dio il potente e
pio imperatore,/ Massimiliano, dal quale ha preso vigore/ Un ordine che
corre per tutte le terre,/ Con pifferi e tamburi,/ Lanzichenecchi
son chiamati. In Francia nel 1534 ogni
mille soldati c'erano circa quattro tamburini e due fifers. Nel 1535 Rabelais scrive che
il suo personaggio Gargantua "jouait de la flûte allemande".
Appena dopo la metà del
1500: a Monaco un gruppo omogeneo di 6 flauti traversi accompagna
un gruppo di sei voci nell'esecuzione di moresche di Orlando di Lasso. 1554, François de Scépeax,
duca di Vielleville, ricorda di una riunione musicale a Metz in cui
afferma: 1568, commedia La
cortigiana innamorata, recitata alla corte di Monaco di Baviera. Tra
gli attori-cantanti c'era anche Orlando di Lasso (tra l'altro mascherato
da "Pantalone"). Tra gli strumenti dell'intermedio dopo il
secondo atto (due liuti, uno strumento da penna, un basso di viola da
gamba) compare un fiffaro. Nel 1571 tra i musicisti
della "Ecurie" del re di Francia sono ricordati cinque flauti
e tre tamburi. William Shakespeare cita la
coppia flauto-tamburo nella commedia Much Ado about Nothing (Molto
rumore per nulla), scritta negli anni 1598-99, facendola assurgere a
simbolo stesso della guerra. Nella terza scena del II atto Benedetto, uno
dei personaggi principali, si meraviglia dell'innamoramento del suo amico
e compagno d'armi Claudio che ricorda di aver conosciuto come valente
guerriero: "Benedict - I have known when there was no music
whit him but the drum and the fife." 1603. Funerali della Regina
Elisabetta I: furono impiegati anche 7 flauti traversi. Nel 1622 viene ricordato il
defunto Jacques Michel come "fifre et tambour de la chambre du
roi". DISCOGRAFIA
In altre incisioni si possono trovare alcuni brani in cui vengono usate le traverse: - “Musiche fatte nelle
Nozze dello Ill. Duca di Firenze....” 1539, ed Tactus. In alcuni brani
sono presenti le traverse. (flautisti D. Lo Cicero, N. Journot e J.
Fiedler) COSTRUTTORI MODERNI DI COPIEALLAIN-DUPRE' Philippe 1
Impasse Levallois 93170 Bagnolet t. (1)48979421 FRANCIA BIBLIOGRAFIA
____________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________ Per approfondimenti:
____________________________________________________________________________________
|
|