METODO DI CANTO GREGORIANO (parte quarta)

METODO DI CANTO GREGORIANO

Per rappresentare l’altezza delle note nella scrittura gregoriana si usano dei segni chiamati NEUMI il cui elemento fondamentale è la nota quadrata Questo segno viene posto su un tetragramma cioè su quattro righe parallele.

Per determinare il nome e la natura delle note viene posta all’inizio del tetragramma la chiave di DO oppure di FA.

Si ottengono così 9 suoni, estensione sufficiente per le melodie gregoriane, quando è necessario una maggiore estensione si ricorre ad una stanghetta supplementare.

Quando la melodia si sposta troppo sopra o sotto il tetragramma, onde evitare l’aggiunta di più stanghette e tagli in testa, viene spostata la chiave su un altro rigo.

Va comunque ricordato che la nota sottostante alla chiave è un intervallo di un semitono, l’unica alterazione del repertorio gregoriano è il SI bemolle che fa parte di un periodo più recente, la sua durata d’alterazione sarà sino alla stanghetta o respiro successivo dopo il quale, se non sarà ripetuto il segno bemolle, , il SI sarà cantato naturale cioè un semitono sotto il DO.  

Per indicare la nota nel rigo successivo viene posta al termine del rigo precedente un segno chiamato CUSTOS o GUIDA  

Per segnare le pause o i respiri vengono poste delle stanghette che hanno un valore diverso in base alla loro lunghezza in millimetri. La stanghetta più corta è, a mio avviso ed esperienza, un respiro che si può anche evitare, comunque sia è uno stacco breve o un respiro cortissimo.  

La stanghetta media che viene posta nelle due righe interne al tetragramma è un respiro normale, non allungato, cioè quel tanto che serve per riprendere subito il canto della semifrase successiva.

Mentre la stanghetta intera, quella che percorre verticalmente il tetragramma è un respiro o pausa evidente, un attimo di silenzio che piò essere anche definito “un’espressione”.

La doppia stanghetta è invece l’indicazione della conclusione di tutta la composizione o della prima parte per poi essere seguita dal SALMO o dal VERSETTO.

Per comprendere chiaramente il punto di intonazione e l’ambito modale del canto riporto qui di seguito la tavola degli intervalli ricordando che sempre, salvo alterazioni, la distanza tra il Si / Do e Mi /Fa è un semitono.  

Gli asterischi * servono per indicare il termine dell’intonazione eseguita da un solista dopo il quale inizia tutto il coro.  

Il trattino posto sopra o sotto il neuma ha la funzione di allungamento di valore e un leggero aumento del suono, ed è chiamato EPISEMA.  

Mentre il trattino verticale posto sotto il neuma si chiama ICTUS ed è un appoggio ritmico.

TAVOLA DEI NEUMI  

 

INTERPRETAZIONE DEI NEUMI

Nel canto gregoriano non esiste un ritmo di per sé, ma l’andamento è in funzione del testo, quindi il RITMO è VERBALE, le note sono un’amplificazione del testo, della preghiera. Premesso questo è necessario dare alcuni consigli che sarà bene definire quasi personali essendo il “mondo gregoriano” da sempre in continua ricerca e purtroppo polemica tra vari studiosi da tavolino; i consigli che sono dati in questo elenco derivano dalla pratica quotidiana, fatto molto importante e selettivo.

Il canto deve sempre svolgersi con suono leggero e scorrevole, senza colpi di suono o attacchi violenti, ricordiamoci che è preghiera, quindi una richiesta umile non prepotente, una lode a Dio non una contestazione, quindi note sempre leggere con qualche aumento di volume solo a carattere espressivo per dire o partecipare maggiormente al senso della parola.

Quando nella parola s’incontrano le consonanti o il dittongo si provoca automaticamente una LIQUESCENZA diminutiva, cioè il passaggio del suono sarà diminuito, alleggerito per la difficoltà fonetica della sua pronuncia. I neumi che troveremo in questa occasione saranno:

M° Giovanni Vianini

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APPROFONDIMENTI:

http://www.cantoambrosiano.com  

http://www.cantogregoriano.it/vianini.htm  

GIOVANNI VIANINI.
Milanese ma di origini cremonesi, inizia la sua attività musicale a otto anni come cantore nella Cappella Musicale del Duomo di Milano. Principalmente il suo impegno musicale è rivolto allo studio, divulgazione e pratica in liturgia del canto Ambrosiano e Gregoriano: al suo attivo vi sono 49 anni di servizio liturgico come cantore, organista e direttore di coro. E’ direttore del coro Schola Gregoriana Mediolanensis, da lui formata nel 1981. Nell' Ottobre del 2000 ha ricevuto dall' Arcivescovo di Milano S. E. Card. Carlo Maria Martini una medaglia come segno di riconoscimento per il lavoro svolto nel canto ambrosiano e gregoriano.   

 

RECAPITI:
Via U. Masotto 30, 20133 - MILANO  
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