METODO
DI CANTO GREGORIANO
Per
rappresentare l’altezza delle note nella scrittura gregoriana si usano
dei segni chiamati NEUMI
il cui elemento fondamentale è la nota
quadrata
Questo segno viene posto su un
tetragramma cioè su quattro righe parallele.
Per
determinare il nome e la natura delle note viene posta all’inizio del
tetragramma la chiave di
DO oppure di FA.
Si
ottengono così 9 suoni, estensione sufficiente per le melodie gregoriane,
quando è necessario
una maggiore estensione si ricorre ad
una stanghetta supplementare.
Quando
la melodia si sposta troppo sopra o sotto il tetragramma, onde evitare
l’aggiunta di più
stanghette e tagli in testa, viene
spostata la chiave su un altro rigo.
Va
comunque ricordato che la nota sottostante alla chiave è un intervallo di
un semitono, l’unica
alterazione del repertorio gregoriano
è il SI bemolle che fa parte di un periodo più recente, la sua
durata d’alterazione sarà sino alla
stanghetta o respiro successivo dopo il quale, se non sarà
ripetuto il segno bemolle, , il SI sarà
cantato naturale cioè un semitono sotto il DO.
Per
indicare la nota nel rigo successivo viene posta al termine del rigo
precedente un segno chiamato
CUSTOS
o GUIDA
Per
segnare le pause o i respiri vengono poste delle stanghette che hanno un
valore diverso in
base
alla loro lunghezza in millimetri.
La
stanghetta più corta è, a mio avviso ed esperienza, un respiro che si può
anche evitare,
comunque
sia è uno stacco breve o un respiro cortissimo.
La
stanghetta media che viene posta nelle due righe interne al tetragramma è
un respiro normale,
non
allungato, cioè quel tanto che serve per riprendere subito il canto della
semifrase successiva.
Mentre
la stanghetta intera, quella che percorre verticalmente il tetragramma è
un respiro o pausa
evidente,
un attimo di silenzio che piò essere anche definito
“un’espressione”.
La
doppia stanghetta è invece l’indicazione della conclusione di tutta la
composizione o della prima
parte
per poi essere seguita dal SALMO o dal VERSETTO.
Per
comprendere chiaramente il punto di intonazione e l’ambito modale del
canto riporto qui di
seguito
la tavola degli intervalli ricordando che sempre, salvo alterazioni, la
distanza tra il Si / Do e
Mi
/Fa è un semitono.
Gli
asterischi * servono
per indicare il termine dell’intonazione eseguita da un solista dopo il
quale
inizia
tutto il coro.
Il
trattino posto sopra o sotto il neuma ha la funzione di allungamento di
valore e un leggero
aumento
del suono, ed è chiamato EPISEMA.
Mentre
il trattino verticale posto sotto il neuma si chiama ICTUS ed è un
appoggio ritmico.
TAVOLA
DEI NEUMI
INTERPRETAZIONE
DEI NEUMI
Nel
canto gregoriano non esiste un ritmo di per sé, ma l’andamento è in
funzione del testo, quindi il
RITMO
è VERBALE, le note sono un’amplificazione del testo, della preghiera.
Premesso questo è
necessario
dare alcuni consigli che sarà bene definire quasi personali essendo il
“mondo
gregoriano”
da sempre in continua ricerca e purtroppo polemica tra vari studiosi da
tavolino; i
consigli
che sono dati in questo elenco derivano dalla pratica quotidiana, fatto
molto importante e
selettivo.
Il
canto deve sempre svolgersi con suono leggero e scorrevole, senza colpi di
suono o attacchi
violenti,
ricordiamoci che è preghiera, quindi una richiesta umile non prepotente,
una lode a Dio
non
una contestazione, quindi note sempre leggere con qualche aumento di
volume solo a
carattere
espressivo per dire o partecipare maggiormente al senso della parola.
Quando
nella parola s’incontrano le consonanti o il dittongo si provoca
automaticamente una
LIQUESCENZA
diminutiva, cioè il passaggio del
suono sarà diminuito, alleggerito per la difficoltà
fonetica
della sua pronuncia. I neumi che troveremo in questa occasione saranno:
M°
Giovanni Vianini
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APPROFONDIMENTI:
http://www.cantoambrosiano.com
http://www.cantogregoriano.it/vianini.htm
GIOVANNI
VIANINI.
Milanese ma di origini cremonesi, inizia la sua attività musicale a
otto anni come cantore nella Cappella Musicale del Duomo di Milano.
Principalmente il suo impegno musicale è rivolto allo studio,
divulgazione e pratica in liturgia del canto Ambrosiano e Gregoriano: al
suo attivo vi sono 49 anni di servizio liturgico come cantore, organista e
direttore di coro. E’ direttore del coro Schola Gregoriana
Mediolanensis, da lui formata nel 1981. Nell' Ottobre del 2000 ha
ricevuto dall' Arcivescovo di Milano S. E. Card. Carlo Maria Martini una
medaglia come segno di riconoscimento per il lavoro svolto nel canto
ambrosiano e gregoriano.
RECAPITI:
Via U. Masotto 30, 20133 - MILANO
tel/fax 02-70.100.338
e.mail giovannivianini@aliceposta.it
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