LA
MUSICA NELL’ETA’ UMANISTICO-RINASCIMENTALE
(Prima
parte)
di Laura Sacchiero
Diversamente
da ciò che accadde in letteratura e nelle arti figurativa, Quattrocento e
Cinquecento non rappresentarono una rottura rispetto ai modelli medievali.
Al contrario, la musica proseguì l’itinerario iniziato nel Trecento
portando così al pieno sviluppo della polifonia.
La scuola fiamminga
Il
movimento musicale predominante nell’epoca umanistico-rinascimentale fu
la scuola fiamminga, fiorita tra XV e XVI secolo nelle regioni della
Fiandra (che occupava all'incirca il territorio degli attuali Belgio e
Olanda e Francia settentrionale) e
della Borgogna.
Gli studiosi sono soliti distinguere diverse generazioni di autori che
comprendono in due ampie fasi successive: la fase borgognona-fiamminga e
quella franco-fiamminga, anche
se il movimento nel suo insieme ebbe carattere internazionale, poiché i
musicisti svolgevano spesso la loro attività in paesi stranieri
diffondendo il loro stile in tutta Europa.
Il
centro dello sviluppo della scuola polifonica fiamminga era spesso la
cappella della cattedrale della città, di solito finanziata dalla
borghesia benestante. Gli allievi, inizialmente ammessi come cantori,
avevano l'opportunità di seguire un percorso di apprendimento musicale
completo, in maniera simile a quello che accadeva altrove negli studium
di arti liberali, in quello che fu uno dei primi esempi di scuola
compositiva nella storia della musica occidentale.
Il
carattere della polifonia fiamminga fu fortemente influenzato dalla scuola
inglese, caratterizzata da consonanze per terze, e
rivoluzionò così la
pratica della polifonia ereditata dall' Ars nova e dall'Ars antiqua basata
su successioni di quarta, quinta e ottava. Ciò pose le basi per lo
sviluppo di quella che sarebbe stata la teoria dell’armonia.
I
fiamminghi praticarono in maniera innovativa le forme del passato, tra cui
la Messa e il Mottetto, che divenne il luogo privilegiato
della sperimentazione contrappuntistica e raggiunse livelli di incredibile
complessità (citiamo ad esempio il mottetto "Deo Gratias"
di Johannes Ockeghem, a 36 voci). Un’altra forma frequente della musica
fiamminga del '400 fu la Chanson profana, di derivazione
francese e per lo più a carattere amoroso, a 3 voci e caratterizzata da
una polifonia molto semplice.
I compositori
fiamminghi si formarono prevalentemente nelle cappelle
musicali delle città della Fiandra, e tra i maestri in questo ambito
possiamo citare Guillaume Dufay, Johannes Ockeghem, Jachob
Obrecht, Henrich Isaac, Pierre de la Rue e Josquin Despréz.
Il
primo e forse il più importante compositore della scuola fiamminga fu Guillaume
Dufay (1397-1474), si può dire infatti che la transizione fra lo
stile del primo Quattrocento e quello rinascimentale è avvenuta quasi
interamente nella sua opera. Nato
nella regione di confine tra la zona fiamminga e quella vallone, dal 1409
al 1414 fu cantore nella cattedrale di Cambrai e dopo essere stato a
Rimini e a Pesaro alla corte dei Malatesta (1420-26), nel 1428 entrò a
far parte della cappella papale romana e nel 1433 passò alla corte del
duca Ludovico di Savoia fino al 1440. Dal 1435 al '37 fu però attivo
ancora presso la cappella papale allora a Bologna e a Firenze. Dal 1442
sembra sia stato cantore nella cappella dell'antipapa Felice V mentre
riceveva grandi onori anche a Ferrara e Laon, Tournai e Parigi. Dal 1445
prese stabile dimora a Cambrai, dove era anche canonico, e dove, come
celebre "Principe della Musica", ricevette la visita di numerosi
musicisti ed altri grandi dell'epoca, tra cui Carlo il Temerario, duca di
Borgogna. Morì il 27 novembre 1474 dopo una lunga malattia.
Dufay fu il più
influente musicista del XV secolo e la sua musica venne copiata,
distribuita e cantata in ogni nazione ove la polifonia avesse messo
radici. Egli rivelò
la sua personalità innovatrice soprattutto nelle messe (tra cui la
celebre Missa L'homme armé) ma anche nelle Chansons e nei
Mottetti (tra i quali eccelle Nuper rosarum flores, composto per
l'inaugurazione della cattedrale di santa Maria del Fiore a Firenze nel
1436).
Ascolti: http://www.dovesong.com/MP3/MP3_Ren_composers.asp
Tra
i massimi rappresentanti della scuola fiamminga, per alcuni studiosi il più
grande e il più rappresentativo del Rinascimento, vi fu poi Josquin
Despréz (1451-1521). Nato in Piccardia, fu cantore presso il Duomo di
Milano ed entrò più tardi a far parte della cappella degli Sforza. Dal
1486 al 1499 è accertata la sua presenza presso la cappella papale,
quindi fu a Ferrara alla corte di Ercole I d’Este. Nel 1501, inviato a
Bruges, costituì una scuola di cantori; passò poi in Spagna con Filippo
il Bello. Infine tornò in Francia dove lavorò alla corte di Luigi XII, a
quella fiamminga e presso il giovane Carlo V. Dal 1515 fino alla morte fu
canonico prebendario della collegiata di Condé-sur-l’Escaut. Celebre già
al suo tempo ( la sua fama gli meritò il titolo di "princeps
musicorum" ), Després ebbe la singolare avventura — forse a causa
dei lunghi viaggi e dei soggiorni italiani — d’esser chiamato nei modi
più vari: Des Pres, del Prato, de Pratis, Jodocus Pratensis. Autore di 20
messe, 95 mottetti, 58 opere vocali profane (chansons e frottole)
in francese e italiano, Desprez fu punto di riferimento per tutti i suoi
contemporanei e oltre, fino ad essere elogiato anche da Lutero, Palestrina
e Orlando di Lasso. L’arte di Després si può definire un felice
incontro della virtuosistica tecnica contrappuntistica fiamminga con lo
spontaneo principio italiano dell’armonia tonale.
Vai
alla pagina degli spartiti di Depréz
Ascolti: http://www.dovesong.com/MP3/MP3_Ren_composers.asp
Manoscritto di uno dei capolavori di
Despréz, la "Missa de Beata Virgine"
Capp. Sist. 45 vols. 1 verso-2 recto music19 NB.51
L'Italia
Per
quanto riguarda la produzione musicale italiana di questo secolo, vi fu
un'espansione della musica d'uso nelle corti: Lorenzo il Magnifico stimolò
a Firenze la composizione di canti carnascialeschi, a più voci
con polifonia più semplice di quella fiamminga, a Mantova Isabella d'Este
diede lo sviluppo alla corte delle frottole, a Napoli nascono le villanelle
mentre sul finire del secolo si diffondono altre due forme leggere come le
canzonette e il balletto.
Leggi
i testi dei Canti Carnascialeschi di Lorenzo il Magnifico
La
nascita dell'editoria musicale
Il
XVI secolo vide il verificarsi di uno degli eventi più significativi per
la diffusione della musica: la nascita dell'editoria musicale. Nel 1501 a
Venezia viene per la prima volta pubblicato per opera di
Ottaviano
Petrucci (1466-1539) un intero volume di musica a stampa dal titolo
"Chansons, Harmonice Musices Odhecaton". Petrucci
fu il più grande stampatore di musica del Rinascimento, detto perciò
"il Gutemberg dell'editoria musicale". Il suo sistema di stampa
si basava sulla triplice impressione: prima venivano stampati i righi
musicali, successivamente le note e infine il testo da cantare e tutto il
corredo tipografico. Per ottenere la massima precisione possibile egli
inseriva aghi nelle diagonali del foglio da stampare. Contemporaneamente,
a Roma, Andrea Antico perfezionava il metodo della xilografia,
ossia incideva su legno l'intera pagina da stampare. La stampa musicale si
diffuse nel Cinquecento in Germania, Paesi Bassi, Inghilterra e Francia,
ove il parigino Pierre Attaignant utilizzò un sistema a caratteri
mobili, poi diffusosi anche tra gli altri stampatori, che consentiva
un'unica impressione, semplificando quello del Petrucci.
L'invenzione
della stampa favorì la diffusione dello stile fiammingo in Italia,
Spagna, Francia e Germania, dando vita al primo vero stile internazionale
dai tempi del canto gregoriano.
Per
approfondimenti:
- Guillaume
Dufay: http://it.wikipedia.org/wiki/Guillaume_Dufay
-
Josquin Despréz: http://www6.upcom.it/classicaonline/site/10_1_1.asp?id=132
-
Scuola franco-fiamminga: http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_franco_fiamminga_%28musica%29
-
Ottaviano Petrucci: http://www.cartacanta.it/conf2000.html
-
Andrea Antico: http://www.istrianet.org/istria/illustri/antico/index.htm
http://www.istrianet.org/istria/illustri/antico/06_0712lavoce.htm
Discografia:
- Discografia di
Dufay: http://www.medieval.org/emfaq/composers/dufay.html
-
la
musica nel Rinascimento, CD di Guillaume
Dufay e di Josquin
Despréz
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